Sommario Per il Comunismo n.7 

 

 

CIRCO PARLAMENTARE NEGLI USA: IL RITORNO DEL BUFFONE



Le elezioni negli Stati Uniti sono state vinte dal Partito Repubblicano, con la maggioranza al Senato, al Congresso e la rielezione di Trump come Presidente. Ma questo stesso Partito Repubblicano appena un anno fa era in cortocircuito interno, come si è manifestato colla destituzione dello speaker della Camera dei Rappresentanti e le difficoltà e i litigi interni per nominarne un altro. In effetti, quattro anni fa la borghesia statunitense era disperatamente fuggita dall'opzione di un ripiegamento murato (cfr. “El Comunista”, n. 64, agosto 2020, p. 19) e si era abbandonata alla fantasia di espansione diplomatica militare incarnata attualmente dal Partito Democratico. Inoltre, all'inizio delle primarie si è cercato di organizzare l'alternativa alla rielezione di Trump, con ben 8 candidati in corsa. Ron DeSantis ha persino riconosciuto che le elezioni precedenti erano state vinte dai democratici (alto tradimento all'interno del Partito Repubblicano) e Nikki Haley era la preferita dai donatori repubblicani, ma tutti loro, compreso Mike Pence, hanno dovuto capitolare. L'agglomerato eterogeneo che compone la corte di Trump è pieno di ex oppositori e avversari suoi nella politica parlamentare che, tuttavia, hanno ripiegato e si sono uniti al cavallo vincente. 

Come si è materializzato il processo per cui il Partito Repubblicano, e in particolare la sua corrente isolazionista, è passato dal ripudio da parte della borghesia americana, e dall'immersione in una paralizzante lotta intestina, alla vittoria schiacciante nel circo elettorale?

Ebbene, in questi quattro anni la realtà materiale dei limiti della promessa di recupero attraverso l'espansione politico-militare delle posizioni perse nel periodo precedente si è mostrata alla borghesia statunitense, manifestandosi in tutta una serie di incapacità esterne e interne (cfr. “Per Il Comunismo”, n. 6, luglio 2024, p. 26 e 27). Come in un'allegoria sarcastica, nella scena del circo parlamentare la situazione materiale interna ed esterna degli USA si è riflessa, da un lato, nell'illusione isolazionista del buffone Trump e, dall'altro, nell'impotente espansionismo diplomatico e militare del decrepito Biden. 

Con un crescente orrore, la borghesia statunitense ha visto il suo presente e il suo futuro espansionistico riflessi nello specchio ad ogni apparizione del decrepito Biden, che perdeva il filo del discorso e la memoria, confondendo il presidente dell'Ucraina con il presidente della Russia al vertice della NATO, ecc. Di fronte a questa visione del suo futuro di “impotenza espansiva” si presentava l'opzione da cui era fuggita con orrore quattro anni fa, il ripiegamento murato incarnato dall'istrionico Trump.

Di fronte a questa alternativa, frutto della situazione materiale, si dibattevano i diversi settori della borghesia, anche se una serie di processi interni ha fatto pendere la bilancia a favore dell'opzione repubblicana. L'aneddoto che serviva per finire di decidere i dubbiosi a favore dell'opzione Trump è stato fornito dall'“attentato” all'orecchio di Trump. Durante un comizio elettorale, dopo essersi abbassato al rumore di uno sparo, l'ex e futuro presidente si è rialzato con l'orecchio insanguinato e il pugno alzato, sicuro di non essere in pericolo, mentre il servizio segreto eseguiva la coreografia corrispondente e lo sparatore, che era stato in piena vista di tutti, era abbattuto. Nei giorni successivi, Trump ha partecipato a conferenze e comizi nella completa certezza che non sarebbe stato vittima di un vero e proprio attentato, presentandosi con l'orecchio fasciato (orecchio, per inciso, ancora integro come prima che un presunto proiettile lo facesse sanguinare copiosamente...), simbolo sintomatico del limitato livello di “eroismo” a cui l'imperialismo statunitense può elevarsi nella sua situazione storica attuale...

Da questo momento in poi si sono moltiplicati gli incontri organizzati dalle grandi aziende, dal settore finanziario e da quello tecnologico per sbloccare la campagna di Trump e, anche in questo momento, è iniziata la piena partecipazione di Musk alla corsa per sollevare Trump. La borghesia statunitense si era incaricata di mettere al fianco dell'istrionico Trump coloro che dovevano modulare nella realtà le promesse e le spacconate del periodo elettorale, come il nuovo Segretario al Tesoro, un ex investitore di Soros, o l'integrazione del candidato dimissionario Kennedy nella corsa a favore di Trump.

L'apparato del Partito Democratico si è messo all'opera per eliminare l'immagine del cadavere vivente che incarnava così graficamente l'esaurimento storico della corrente di espansione diplomatico-militare dello specchio in cui si guarda la borghesia statunitense. Biden è stato costretto a rinunciare ed è stato presto sostituito da un altro criminale con cui questa corrente ha cercato di presentarsi in un'immagine ringiovanita: una donna di colore che ha cercato di attirare le simpatie in favore del diritto all'aborto nella sua corsa disperata, ottenendo all'ultimo minuto una quantità record di finanziamenti per la campagna. Ha persino promesso di integrare un repubblicano nel suo governo. Ma era troppo tardi.

E non era tardi solo per il fatto superficiale del ritardo temporale nel cambio di candidato. La rottura della promessa di ripresa dell'espansione diplomatica militare era un fatto tangibile e palpabile per la borghesia. Il sostegno della piccola borghesia, dell'aristocrazia operaia e di ampi settori della classe operaia all'illusione del ripiegamento murato anche. Inoltre, il simulacro di attentato era stato una questione di Stato, con il coinvolgimento dei servizi segreti nell'episodio “eroico” dell'orecchio sanguinante. 

Diversi settori della borghesia americana resistettero, ma una parte importante si sarebbe gradualmente schierata dalla parte del cavallo vincente per cercare di affermare la propria parte nel nuovo comitato di amministrazione degli interessi comuni della borghesia. Infine, anche le correnti che fino all'ultimo hanno cercato di opporsi alla reintegrazione del Partito Repubblicano al governo hanno accettato rapidamente il risultato elettorale e hanno chiesto e promesso una transizione pacifica e ordinata.

Ed è così che il piccolo personaggio grottesco è stato nuovamente eletto Presidente di quella che era (ma non è più) la potenza egemone nello sviluppo del capitalismo dopo la Seconda Guerra Mondiale, nonostante sia stato in contraddizione con ampi settori della borghesia statunitense e sia stato ripudiato quattro anni fa dopo il carnevalesco episodio dell'assalto al Campidoglio (cfr. “El Comunista”, n. 65, gennaio 2021, p.21). 

Come abbiamo riassunto nel settembre 2022: “(…) Dietro le spacconate del buffone istrionico c'è un processo storico più profondo di cui egli è solo un riflesso e che deve essere indagato e studiato, proprio come spiegava K. Marx nel 1869 nella sua prefazione alla seconda edizione de “Il 18 Brumaio di Luigi Napoleone Bonaparte”: “Io mostro, invece, come in Francia la lotta di classe creò delle circostanze e una situazione che resero possibile a un personaggio mediocre e grottesco di far la parte dell'eroe.”.” (El Comunista n. 69, settembre 2022, p.32).

La politica del ripiegamento murato non è stata il mero capriccio di un buffone lunatico, ma il riflesso ideologico in una parte della borghesia, della piccola borghesia, dell'aristocrazia operaia e di una parte della classe operaia del fatto che gli Stati Uniti, dopo la seconda guerra mondiale, non sono stati in grado di fermare lo sviluppo delle forze produttive nelle altre aree del mondo in senso capitalistico, né la loro successiva interconnessione, il fatto che il centro di gravità del capitalismo si è spostato in Asia e che la divisione del mondo dopo il secondo macello mondiale non corrisponde più alla realtà dell'attuale equilibrio di potere tra i vari imperialismi.

Questo ripiegamento imposto dalla realtà materiale e l'impossibilità di invertirlo efficacemente si è riflesso ideologicamente in questi settori come una loro decisione volontaria di disimpegnarsi dal mondo esterno per “fare di nuovo grande l'America”. L'accelerazione di questo ripiegamento e l'espansione dell'imperialismo cinese per occupare il vuoto lasciato senza resistenza, ha determinato la borghesia statunitense a tentare il colpo di timone verso l'espansione diplomatica militare, identificando erroneamente nella volontà dei singoli ciò che in realtà è un processo materiale inesorabile (cfr. “El Comunista” nº65, gennaio 2021, p.15 e p.18). 

Così la fazione favorevole all'espansione diplomatica militare ha preso il timone ma, nonostante una serie di “successi” iniziali come le cerimonie rituali di resurrezione della NATO e l'incoraggiamento e l'attrazione calcolata della Russia nella trappola tesa in Ucraina, i limiti del piano che hanno cercato di implementare si sono manifestati nella fondamentale continuità rispetto alle politiche tariffarie o all'uscita dall'Afghanistan, nell'incapacità di imporre il blocco al petrolio russo, nell'inefficacia del tentativo di isolamento della Russia, nell'incapacità di unire i paesi del G-20 mentre al contrario i BRICS hanno rilanciato la loro esistenza con l'incorporazione di nuovi membri, ecc. 

Non sono le volontà di questa o quella corrente a imporsi sulla realtà materiale ma, al contrario, è la realtà materiale a imporsi sulle correnti, determinando non solo le loro azioni, ma anche la loro volontà e la spiegazione ideologica che delle loro azioni e volontà si formano.

All'epoca della precedente sostituzione di battilocchi avevamo espresso la seguente valutazione: “Il ripiegamento degli Stati Uniti e l'espansione della Cina sono determinati dall'inesorabilità delle leggi della produzione capitalistica a cui la borghesia statunitense non può resistere. Il ritorno alla strategia precedente e i frutti che la borghesia statunitense potrà trarne saranno determinati da questi fatti materiali: o il ripiegamento continuerà o il ritorno avverrà in condizioni molto inferiori.” (“El Comunista” n. 65, gennaio 2021, p. 15). E così è stato effettivamente. 

È proprio l'esaurimento materiale del tentativo di espansione diplomatica e militare che si è manifestato nella volontà della borghesia statunitense di tentare una seconda edizione del ripiegamento murato, integrando però in questo secondo tentativo gli interessi e le prospettive di settori della borghesia americana che erano stati piuttosto lasciati fuori dalla versione precedente: tra questi il settore finanziario e quello tecnologico.

E allo stesso tempo, ciò che la nuova corrente al potere negli Stati Uniti potrà fare o non fare (fino a che punto sarà in grado di abbandonare la sua precedente linea d'azione in Ucraina o in Medio Oriente e fino a che punto sarà in grado di realizzare le sue promesse di isolamento in termini di dazi, immigrazione, ecc.) non sarà determinato né dal suo programma né dalle sue promesse elettorali, ma dalla realtà materiale in cui si traducono lo sviluppo delle forze produttive, lo spostamento del centro di gravità del capitalismo, la rottura della ripartizione del mondo e la folle corsa dell'accumulazione per l'accumulazione che sta inondando i mercati verso la crisi di sovrapproduzione.

 

Piattaforme tecnologiche

L'incorporazione di importanti settori della Silicon Valley al sostegno della candidatura repubblicana era già in atto da tempo e il premio per la loro incorporazione anticipata va a Musk e Ramaswamy, che saranno incaricati di controllare i conti del governo attraverso il pomposo Dipartimento di Efficienza Governativa (DOGE). 

Questa transizione era stata preparata in anticipo con l'intero processo di acquisto di Twitter e la sua conversione in X da parte del CEO di Tesla e SpaceX; un processo che mirava a riabilitare sui social network il ripudiato Trump i cui profili erano stati sospesi da aziende come Meta (Facebook e Instagram) e Twitter. 

Più recentemente c'è stata la conversione del CEO di Meta e del fondatore di Amazon che ha posto il veto al Washington Post di rendere pubblico il suo tradizionale sostegno al candidato democratico.

Meta è passata dall'essere per Trump “un nemico del popolo” (Expansión, 12-03-2024) a donare un milione (seguito immediatamente da un altro milione da parte di Amazon) per l'insediamento del nuovo presidente. I dirigenti di entrambe le aziende hanno partecipato allo stillicidio di cene esclusive nella villa del presidente eletto per rendergli omaggio e cercare di farsi perdonare i litigi del passato.

Aziende come Meta sono passate dalla manipolazione dei risultati delle ricerche e dalla censura dei contenuti per danneggiare il Partito Repubblicano, sospendendo i profili di Trump sulle loro reti, ecc. ( cfr. “El Comunista” n. 64, agosto 2020, p.20, “El Comunista” n. 65, gennaio 2021, p.21  e “El comunista” n. 69, settembre 2022, p.31); ad assumere come direttore degli affari globali un repubblicano simpatizzante di Trump e mettere la sua censura al servizio della nuova fazione governante con il pretesto di “lasciarla nelle mani degli utenti”.

Questo allineamento è in larga misura prodotto della mancanza di prospettiva dell'illusione dell'espansione diplomatica e militare, ma anche di altri fattori: l’aggiustamento di tiro in termini di manodopera qualificata da parte di Trump, la necessità che hanno sentito queste aziende tecnologiche di cercare la copertura dello Stato e lo spostamento demografico e commerciale verso il sud-est degli Stati Uniti. 

L'importanza di questi social network per la conformazione della cosiddetta “opinione pubblica”, la loro capacità di custodire e accedere a una grande quantità di informazioni aziendali e il loro potere di facilitare o impedire ad altri di competere all'interno delle proprie piattaforme, li rende materia di contesa tra le diverse correnti della borghesia locale e globale, che cercano di imporsi l'una sull'altra. La pressione viene esercitata attraverso il ritiro o l'afflusso di annunciatori, ma anche attraverso multe, sentenze e divieti. 

Negli stessi Stati Uniti sono state emesse sentenze contro di loro a causa delle lotte intestine tra “piccolo” e “grande” capitale, come la seguente: “Un tribunale statunitense ha ordinato a Google di aprire il suo sistema operativo Android ai rivali, consentendo loro di creare i propri negozi di applicazioni e sistemi di pagamento per competere con Google Play”. (Expansión, 09-10-2024) e solleva persino la possibile scissione di Google dopo un “caso storico in agosto, quando un giudice ha stabilito che Google aveva violato le leggi antitrust degli Stati Uniti e ha definito l'azienda come ‘monopolista’”. (Expansión, 10-10-2024)

Al di fuori degli Stati Uniti, l'UE in particolare esercita una pressione continua contro di loro con multe, ingiunzioni e sanzioni. Il nuovo presidente degli Stati Uniti “(...), si è scagliato contro le autorità di regolamentazione dell'UE per aver attaccato Apple Inc, Google di Alphabet Inc e Meta Platforms Inc, (...) ‘Queste sono aziende americane, che ci piaccia o no’, ha detto Trump nelle osservazioni al World Economic Forum di Davos. ‘Non dovrebbero far questo. Per quanto mi riguarda, questa è una forma di tassazione. Abbiamo grossi problemi con l'UE’.(...) Trump si è riferito in particolare a una causa che Apple ha perso l'anno scorso per una fattura fiscale irlandese da 13 miliardi di euro (14,4 miliardi di dollari)”. (Bloomberg, 23-01-2025).

Il processo di divieto di TikTok negli Stati Uniti ha seguito fasi successive. È stato lo stesso Trump ad avviare il processo per forzare la vendita o la chiusura di TikTok, considerato uno strumento di influenza cinese. Più recentemente, si è opposto alla chiusura considerando che Meta sarebbe rimasto il grande privilegiato mediatico senza concorrenti, mentre una parte significativa della propaganda elettorale di Trump veniva svolta sulla piattaforma TikTok. Nel caso di TikTok, ci si aggiungono anche i fatti del controllo del governo cinese e del divieto delle piattaforme statunitensi sul territorio cinese. Sintomatiche di ciò sono le dichiarazioni di Musk che si è detto favorevole alla continuità di questa piattaforma, sostenendo però che se TikTok può operare negli Stati Uniti, anche la sua piattaforma X dovrebbe poter operare in Cina. La telenovela è proseguita con la pressione esercitata dalla chiusura totale da parte di ByteDance, sia di TikTok che di altre applicazioni (chiusura che non era necessaria in quanto era vietata solo la nuova distribuzione di app); il che ha costretto il nuovo Presidente a prorogare per 75 giorni l'autorizzazione a Google e Apple di distribuire queste applicazioni nei loro negozi virtuali.

 In un altro segno di questo riavvicinamento tra la corrente isolazionista e le tecnologiche, dopo la deregolamentazione dell'intelligenza artificiale (AI) “è stata presentata una ‘joint venture’ per l'infrastruttura dei centri di dati con SoftBank Group Corp, OpenAI e Oracle Corp. La partnership, nota come Stargate, metterà in campo 100 miliardi di dollari ‘immediatamente’ e mira ad aumentare ad ‘almeno’ 500 miliardi di dollari per costruire nuove infrastrutture per OpenAI, tra cui centri dati e campus fisici (...).” (Bloomberg, 23-01-2025). Nel manicomio dell'anarchia della produzione, quest'iniziativa è contrastata da Musk, che ha i suoi piani per l'IA.

Pochi giorni dopo questo pomposo proclama che preannunciava “il dominio degli Stati Uniti nell'IA”, l'azienda cinese DeepSeek ha fatto irruzione sulla scena con un consumo energetico inferiore, chip meno avanzati e codice open source che ha le stesse prestazioni dei modelli statunitensi più avanzati. Risultato immediato: le azioni di Nvidia hanno avuto un calo di 589 miliardi (il più grande calo della storia) e anche quelle di Microsoft sono in calo.

 

Spostamento demografico e aziendale 

L’avvicinamento delle aziende tecnologiche e industriali al grembo del Partito Repubblicano è stato anche forgiato da uno spostamento demografico e industriale verso il Sud degli Stati Uniti che è iniziato gradualmente un decennio fa, ma ha cominciato ad accelerarsi con i confini del 2020: “Più in generale, l'intero Sud da qui, a nord fino al Kentucky e a ovest fino al Texas è dove le aziende si stanno trasferendo, i posti di lavoro vengono creati e le case vengono acquistate. (...) Per la prima volta, sei Stati del Sud in rapida crescita – Florida, Texas, Georgia, Caroline e Tennessee – contribuiscono al PIL nazionale più dal Nord-Est, con il suo corridoio Washington-New York-Boston (...). Una marea di delocalizzazioni ha contribuito a indirizzare circa 100 miliardi di dollari di nuove entrate al solo Sud-Est nel 2020 e 2021, mentre il Nord-Est ha perso circa 60 miliardi di dollari, (...). Il Sud-Est ha rappresentato più di due terzi di tutta la crescita dei posti di lavoro negli Stati Uniti dall'inizio degli anni 2020, quasi raddoppiando la sua quota. E ha ospitato 10 delle 15 grandi città statunitensi in più rapida crescita. (...) ‘Ora abbiamo più dipendenti in Texas che a New York. Non avrebbe dovuto essere così’, ha dichiarato l'amministratore delegato di JPMorgan Chase & Co. Jamie Dimon, (...)” (Bloomberg, 29-06-2023). 

 

 

I motivi sono lo spazio disponibile, una migliore connessione con il Sud-Est asiatico, meno tasse e meno regolamentazioni:

“Man mano che la produzione destinata all'esportazione dalla Cina agli Stati Uniti si sposta verso l'Asia meridionale, il vantaggio geografico propende per la costa orientale, che ha consegne più rapide attraverso il Canale di Suez e l'Atlantico da paesi come l'India e lo Sri Lanka. [Il porto di] Savannah trarrà vantaggio anche da una serie di fattori interni, come lo spostamento della popolazione statunitense verso gli stati della Cintura del Sole in espansione, un'industria automobilistica in crescita nel Sud e qualcosa che manca ai porti affollati nelle città più grandi del paese: la proprietà immobiliare e la volontà politica di espandersi”. (Bloomberg, 14-05-2024).

 

 

“Il fondatore di Amazon Jeff Bezos è l'ultima grande fortuna che si è trasferita a Miami quest'anno (...) L'esodo da Wall Street è più che palpabile. Negli ultimi anni si sono trasferiti in Florida personaggi così noti come l'investitore Cathie Wood, fondatore di Ark Invest. O il miliardario Carl Icahn, uno dei principali azionisti di aziende come Apple e Netflix, che qualche mese fa ha lasciato la natia New York per stabilirsi nella soleggiata cittadina di Sunny Isles Beach. (...) I grandi poli economici degli Stati Uniti sono New York (Wall Street), San Francisco (Silicon Valley), Washington DC (il Campidoglio) e Los Angeles (Hollywood). Tuttavia, i vantaggi fiscali messi in atto da altre regioni stanno scalzando il potere di queste quattro città. Miami (Florida) è il nuovo centro finanziario low cost, mentre Dallas (Texas), Houston (Texas) e Nashville (Tennessee) sono diventate l'alternativa economica a San Francisco. Giganti come Tesla e Apple non hanno esitato a espandere qui i loro centri operativi e persino a trasferire le loro sedi corporative”. (Expansión, 22-11-2023).

“Appena un anno dopo [2014], la casa automobilistica Toyota ha annunciato il trasferimento della sua sede statunitense nella Stella Solitaria. Da allora, centinaia di aziende di vari settori, ma soprattutto tecnologici, hanno seguito l'esempio, attratte dal minimo intervento statale in termini di tassazione e regolamentazione. Oracle, HP, 8VC, Dropbox, l'intero impero aziendale di Elon Musk e l'ultima a fare il grande passo solo pochi giorni fa: Meta. (...) Delle circa 300 aziende arrivate in Texas tra il 2015 e l'anno scorso, più della metà provengono dalla California. Ad oggi, ci sono già 55 aziende Fortune 500, il maggior numero di tutti gli Stati, che ne fanno una vera potenza economica. Tanto che se fosse un paese, il Texas avrebbe l'ottava economia del mondo”. (El Confidencial, 13-01-2025).

 

Procedimenti giudiziari

Nonostante la scommessa della fazione favorevole all'espansione diplomatica e militare di cercare di mettere Donald Trump dietro le sbarre o di squalificarlo, la verità è che ogni volta che sembravano avvicinarsi al loro obiettivo, il sistema giudiziario ha ritardato i procedimenti, li ha portati ad un punto morto o li ha annullati. 

Le contraddizioni interne della borghesia statunitense – accentuate dal suo processo di ripiegamento materiale – si sono manifestate in sentenze contraddittorie, ma il risultato di queste sentenze è stato un'immunità di fatto. La ragione di questo risultato è da un lato l'esistenza di una massa sociale dietro le spacconate del buffone, ma anche in larga misura la mancanza di prospettiva materiale dimostrata dall'approccio alternativo, che non è stato in grado – la realtà materiale non glielo ha permesso – di mantenere la promessa di riconquistare tutte le posizioni perse.

Anche il verdetto che lo considerava colpevole per 34 reati che potrebbero portare fino a quattro anni di carcere ha facilitato il ruolo di martire perseguitato dal buffone Trump. Questo si è tradotto in un aumento della raccolta di fondi per la sua campagna elettorale e persino in dichiarazioni di diversi esponenti di Wall Street (precedentemente anti-Trump) contro il verdetto. “Jamie Dimon, [JPMorgan] poche ore dopo il verdetto, ha osservato che l'ex presidente ha fatto votare per lui 74 milioni di persone nel 2020 e ha sottolineato la necessità di rispettarle. (...) Le osservazioni hanno fatto eco ai commenti che Dimon ha fatto al Forum Economico Mondiale di Davos all'inizio di quest'anno, quando ha detto che Trump aveva ‘un po‘ ragione’ su alcune politiche e che i democratici dovrebbero ‘essere un po’ più rispettosi’ dei suoi sostenitori”. (Bloomberg, 31-05-2024). I motivi sono quindi l'ammissione dell'esistenza di una massa sociale dietro il piccolo individuo, l'ammissione dell'inevitabilità di certe politiche che i democratici hanno dovuto continuare a perseguire, ragioni a cui va aggiunta la promessa elettorale di ridurre le tasse sulle grandi fortune e lo spostamento demografico e aziendale verso il Sud che abbiamo visto sopra.

La beffa giudiziaria borghese ha raggiunto una delle sue espressioni catartiche con la successiva “condanna” a ”esonero incondizionato“ per eseguire solennemente quel verdetto, lasciandolo nel nulla. E per finire di mostrare l'arbitrarietà di classe della giustizia borghese sia il presidente uscente che quello entrante hanno fatto un festival di indulti, quello uscente per graziare tutta la sua famiglia ed estendere una serie di indulti preventivi, e quello entrante per graziare i 1.500 condannati per gli episodi dell'assalto carnevalesco al Campidoglio.

 

La situazione della classe operaia

La situazione interna degli Stati Uniti continua a degradarsi, colpendo le condizioni materiali di vita della classe operaia e della piccola borghesia cammino della proletarizzazione. I dati che seguono illustrano la situazione in termini di insicurezza alimentare, alloggi e sfratti, suicidi, consumo di droghe, salute mentale, omicidi e copertura sanitaria.

“Il 13,5% (18 milioni) delle famiglie statunitensi hanno subito insicurezza alimentare in qualche momento del 2023. (...) L'insicurezza alimentare delle famiglie ha colpito il 17,9% (6,5 milioni) delle famiglie con bambini nel 2023.” (Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti, 2025-08-01)

Per quanto riguarda le abitazioni: “Tra il 2015 e il 2024, i prezzi sono aumentati del 54% negli Stati Uniti, del 32% in Cina e di quasi il 15% nell'UE (...). Negli Stati Uniti (...) il 20% degli affittuari spende più del 40% del proprio reddito per l'alloggio (...)”. (El País, 15-09-2024). “Le richieste sono più alte del 50% rispetto alla media pre-pandemia in alcune città, secondo Eviction Lab, che tiene traccia delle richieste di sfratto in quasi tre dozzine di città e 10 Stati. I proprietari presentano circa 3,6 milioni di cause di sfratto all'anno”. (Associated Press, 17-06-2023). “Circa 653.000 persone sono rimaste senza casa, il numero più alto da quando il paese ha iniziato a utilizzare l'indagine annuale puntuale nel 2007. Il totale del conteggio di gennaio rappresenta un aumento di circa 70.650 persone rispetto all'anno precedente”. (Associated Press, 16-12-2023).

“Il numero di suicidi nel 2021 negli Stati Uniti è cresciuto di 2.212 persone, arrivando a 48.152 suicidi, quindi negli Stati Uniti in media 132 persone si suicidano ogni giorno. 

Questo dato significa che il tasso di suicidi negli Stati Uniti è di 14,5 per 100.000 abitanti, ben al di sopra del tasso medio di suicidi a livello mondiale, che è di 9,14 per 100.000 abitanti.” (Centri per il controllo e la prevenzione di malattie, 10-09-2024).

“Per la prima volta da quando si fanno delle statistiche, la marijuana ha superato l'alcol come droga quotidiana scelta dagli statunitensi. Nel 2022 c'erano 17,7 milioni di persone che hanno dichiarato di fare uso di cannabis ogni giorno o quasi tutti i giorni (...) l'uso di marijuana è aumentato del 269% dal 2008 al 2022, il che corrisponde agli sforzi di legalizzazione.” (La Vanguardia, 28-05-2024).

Per quanto riguarda le armi da fuoco, negli Stati Uniti ci sono “più di 1.500 vittime involontarie da arma da fuoco all'anno (...) Quasi 20.000 omicidi ogni anno con armi da fuoco. Più di 35.000 feriti. Ogni giorno ci sono almeno due sparatorie di massa da qualche parte negli Stati Uniti” (Expansión, 23-03-2024).

“(...) due fattori principali hanno trasformato la metropolitana [di New York] in qualcosa di simile al selvaggio West: l'enorme quantità di senzatetto con problemi mentali che vivono nelle sue strutture e la tendenza all'aumento del numero di permessi di porto d'armi che i newyorkesi hanno richiesto da quando una sentenza della Corte Suprema del 2022 ha liberalizzato le severe leggi dello Stato. L'anno scorso, la divisione licenze della polizia ha ricevuto 13.369 richieste per avere una pistola o un fucile in casa, l'80% in più rispetto al 2022 e quasi il triplo rispetto al 2019” (El País, 07-04-2024). La risposta alla situazione descritta: “il governatore di New York ha appena schierato quasi mille soldati della Guardia Nazionale armati di fucili d'assalto che stanno effettuando perquisizioni di massa tra i passeggeri [della metropolitana] (Expansión, 23-03-2024).

L'evoluzione di questi fattori, insieme all'insicurezza della piccola borghesia commerciale di fronte ai furti, è stato un elemento che ha sostenuto il ritorno del Partito Repubblicano al governo. 

“I commerci hanno registrato un drammatico aumento delle perdite dovute ai furti. Nel 2022, la cifra era di 112,1 miliardi di dollari, rispetto ai 93,9 miliardi di dollari del 2021, secondo l’Indagine Nazionale sulla Sicurezza del Commercio al Dettaglio 2023 (...) Di fronte alla criminalità, il 30% delle imprese ha scelto di ridurre o variare la selezione dei prodotti nei negozi, il 45% ha ridotto gli orari di lavoro e c'è un 28% che, come Target, ha optato per la soluzione più drastica: chiudere i negozi”. Ancora più drastica, però, è la visione di Donald Trump, esposta venerdì in occasione di un evento in California: “Semplicemente, se rapini un negozio, puoi aspettarti che ti sparino all'uscita. Pigliato!” (El País, 01-10-2023).

Sintomaticamente, “Geo Group, il secondo gestore di carceri e strutture di salute mentale del mondo, è salito in borsa dell'85% dopo che si è conosciuta la vittoria di Donald Trump alle elezioni americane del 5 novembre. Il giorno successivo ha registrato un'impennata del 42,1%.” (Expansión, 20-11-2024).

Per quanto riguarda l'assistenza sanitaria: “Più della metà (56%) degli adulti statunitensi in età lavorativa è stata assicurata per l'intero anno con una copertura adeguata a garantire un accesso economico all'assistenza sanitaria. (...) Il 9% degli adulti non è stato assicurato, il 12% ha avuto un vuoto di copertura nell'ultimo anno e il 23% è stato sottoassicurato, il che significa che ha avuto una copertura per un intero anno che non gli ha fornito un accesso economico all'assistenza sanitaria. (...) Quasi tre adulti su cinque (57%) adulti sottoassicurati hanno dichiarato di aver evitato di sottoporsi a cure necessarie a causa dei costi; il 44% ha dichiarato di avere un debito medico o dentistico che sta pagando a rate. (...) Quasi la metà degli adulti (48%) con un debito medico sta pagando 2.000 dollari o più; la metà di coloro che hanno un debito ha dichiarato che deriva da un ricovero ospedaliero.” (Stato della copertura sanitaria negli Stati Uniti, 21-11-2024).

Anche se le virtù reali dell'avere un'assicurazione sanitaria sono altamente discutibili... È significativo che nel dicembre 2024 il direttore di United Healthcare (il più grande assicuratore privato per quota di mercato e che fa pagare l'assicurazione sanitaria a più di 49 milioni di americani) sia stato assassinato. Quando la notizia è stata annunciata ha ricevuto “23.000 emoji celebrativi (...) prima di essere ritirata dall'azienda” (El País, 08-12-2024). Il motivo dell'esultanza per la sua morte è il rifiuto sistematico della copertura medica con cui la classe operaia viene truffata e condannata al deterioramento della salute e alla morte prematura. A titolo di esempio: “il tasso di rifiuto della copertura per gli anziani che hanno subito cadute o ictus è salito al 22,7% nel 2022, dal 10,9% nel 2020”. Nonostante l'inadeguatezza di queste azioni individuali, il messaggio della liquidazione del parassita si è fatto sentire e, mentre le aziende si affrettavano a rimuovere dai loro siti web gli organigrammi e le foto dei loro manager, “l'assicuratore Anthem Blue Cross Blue Shield ha cancellato giovedì, meno di 24 ore dopo (...), una nuova politica che limitava la copertura per l'anestesia durante gli interventi chirurgici”. (El País, 08-12-2024)

Solo una rivoluzione proletaria potrà veramente regolare i conti con questi segaossa e allo stesso tempo attuare un punto fondamentale del programma rivoluzionario immediato[1]: “rapida abolizione della previdenza a tipo mercantile”, cioè l'eliminazione del carattere mercantile dell'accesso al fondo di consumo e ai mezzi di assistenza sanitaria per coloro che non possono lavorare. Ciò che nella società capitalista è un groviglio legale e una truffa materiale permanente per la classe operaia può essere sostituito da criteri di estrema semplicità: un obbligo generale al lavoro e la garanzia di accesso sia al fondo comune del lavoro sia ai mezzi di assistenza sanitaria a disposizione sia di chi lavora sia di chi, per motivi giustificati, non può lavorare. Tra le detrazioni dal prodotto sociale prima di arrivare alla quota di consumo individuale di cui parla Marx nella Critica del programma di Gotha, parlando della prima fase del socialismo, ci sono i mezzi di assistenza sanitaria, con la seguente significativa aggiunta: “Secondo: ciò che è destinato alla soddisfazione di bisogni sociali, come scuole, istituzioni sanitarie, ecc. Questa parte aumenta sin dall'inizio notevolmente rispetto alla società attuale e aumenterà nella misura in cui la nuova società si verrà sviluppando.” (Critica del programma di Gotha, K. Marx, 1875).

 

La camicia di forza del sindacalismo integrato

Come abbiamo visto nel precedente articolo di questo numero della rivista, il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti è stato e rimane storicamente basso, intorno al 4%. In “El Comunista” nº68 (aprile 2022, p.13) abbiamo potuto constatare che la scarsità di forza lavoro in grado di occupare i posti di lavoro più duri ha fatto sì che la crescita media dei salari delle categorie meno retribuite sia stata superiore a quella delle categorie meglio pagate, e anche l'indignazione della borghesia per tale situazione.

Chi è rimasto indietro rispetto all'aumento dell'inflazione sono stati i gruppi dell'aristocrazia operaia o quelli ad essa vicini in termini di condizioni di lavoro e potere d'acquisto. Questo è ciò che ha prodotto la serie di scioperi come quello degli sceneggiatori, quello delle automobili, quello della Boeing, quello degli stivatori e così via. Questi scioperi sono stati caratterizzati, in alcuni casi, dalla durata piuttosto lunga (ad esempio, sceneggiatori: 148 giorni, auto: 45 giorni, Boeing: 53 giorni), dal raggiungimento di aumenti relativi nell'arco di diversi anni[2] (ad esempio, Boeing: 38% in quattro anni, stivatori: 62% in sei anni, auto: 11% più 25% in quattro anni) e... dal fatto di non aver rotto né con il sindacalismo integrato né con il parlamentarismo, lasciandosi corteggiare da entrambe le parti del circo parlamentare.

Il grafico sottostante, con i dati forniti dall’Ufficio delle Statistiche del Lavoro (BLS, acronimo in inglese), si può vedere il recente picco del numero di lavoratori coinvolti in uno sciopero o in una serrata (molto più raro) e anche il precedente processo di costante declino a partire dagli anni 70:

 

 

Una mossa elettorale che ha funzionato bene per il Partito Repubblicano (poi copiata dal Partito Democratico) è stata la promessa di esentare le mance dalla tassazione. La situazione di base: “un lavoratore che riceve mance può essere pagato solo 2,13 dollari l'ora (...) Questo sistema di salario sub-minimo persiste in 43 dei 50 Stati” (El País, 27-10-2024). Qualsiasi richiesta sindacale minimamente seria dovrebbe chiedere come punto di partenza il drastico aumento di questo salario sub-minimo fino ad arrivare almeno al salario minimo, se non di più. Ma promettendo l'esenzione fiscale per le mance, il Partito Repubblicano si è conquistato la simpatia di una parte particolarmente sfruttata della classe operaia, mantenendo però il nucleo reale del meccanismo con cui i padroni degli hotel e della ristorazione possono pagare salari molto più bassi e, inoltre, la classe operaia sfruttata di questo settore è sottoposta a una maggiore sudditanza alle richieste dei clienti. Non è un caso che nei primi anni dopo la Rivoluzione d'Ottobre i camerieri in Russia abbiano imposto il rifiuto dell'esistenza stessa della mancia.

La corrente favorevole all'espansione diplomatico-militare ha cercato di lanciare un'edizione del New Deal (cfr. “El Comunista” n. 66, luglio 2021, p.25) che combinava un aumento della spesa statale con l'incoraggiamento della creazione e dello sviluppo della camicia di forza del sindacalismo integrato. 

Quattro anni dopo, la corrente del ripiegamento murato è riuscita a conquistare l'appoggio di ampi settori della classe operaia. Questa capacità di illudere ampi settori della classe operaia attraverso quel narcotico sociale che è la democrazia parlamentare è stata un fattore decisivo nel processo di convincimento di un'ampia parte della borghesia statunitense a tentare per la seconda volta l'opzione del ripiegamento murato. 

Il miliardario che è stato il braccio destro di George Soros negli attacchi alla sterlina e allo yen, ora Segretario al Tesoro del nuovo governo, si è spiegato in questi termini, nel tratto finale della campagna elettorale: “’una delle cose più importanti’ che Trump ha fatto è stata quella di trasformare il GOP (il Partito Repubblicano) nel ‘partito della classe operaia’”. (Expansión, 15-10-2024).

Questo sostegno sociale è una risorsa necessaria in uno Stato in cui la mancanza di prospettive per mantenere le proprie posizioni diplomatiche, commerciali e militari a livello mondiale lo condanna a una serie crescente di antagonismi e conflitti interni. E mentre il candidato miliardario repubblicano ha corteggiato senza pudore il corporativismo operaio, la candidata democratica “solo milionaria” ha sentito il bisogno di spiegarsi come “una ‘capitalista’ che crede in ‘mercati liberi ed equi’ e in una ‘assoziazione attiva tra governo e settore privato’”. (Financial Times, 26-09-2024).

Dopo aver vinto le elezioni, il Partito Repubblicano ha nominato Segretario al Lavoro Lori Chavez-Dereme, che gode di un ampio sostegno nel mondo del sindacalismo integrato ed è una sostenitrice della Legge di Protezione del Diritto di Sindacalizzazione (Protecting the Right to Organize Act ), una legislazione che faciliterebbe la formazione di sindacati a livello federale. Si tratta di un ulteriore elemento di continuità imposto dalle circostanze materiali alle due correnti in lotta, continuità che in questo caso si manifesta con lo sviluppo di questo aspetto della tentata riedizione del New Deal: il rafforzamento della camicia di forza del sindacalismo integrato.

 

Immigrazione

Una delle bandiere della corrente isolazionista è quello di frenare l'immigrazione e deportare gli immigrati che non hanno i documenti in regola. Infatti, tra i primi ordini esecutivi del nuovo presidente ci sono la sospensione dell'asilo, la sospensione della cittadinanza di nascita, la dichiarazione di emergenza nazionale al confine meridionale e l'invio della Guardia Nazionale, come aveva già fatto nell'aprile 2024 il governatore repubblicano del Texas. 

Va ricordato che a giugno lo stesso Biden, nonostante il suo discorso e l'ordine di regolarizzare gli immigrati senza documenti sposati con un statunitense, aveva firmato “un ordine esecutivo che gli consentirà di chiudere temporaneamente il confine con il Messico e di sospendere la ricezione delle domande di asilo quando il numero di detenzioni giornaliere di migranti al di fuori dei porti ufficiali supererà la soglia di 2.500 al giorno. L'iniziativa darà agli agenti di frontiera l'autorità di deportare le persone che attraversano in modo irregolare senza dare loro la possibilità di presentare un caso di asilo”. (La Vanguardia, 05-06-2024)

Come abbiamo esposto apportando dei dati su “El Comunista” n. 64 (agosto 2020, p. 20): “L'interdipendenza del mercato mondiale in cui gli USA sono immersi e da cui non possono e non potranno sottrarsi è assoluta: l'economia americana è completamente dipendente dal mercato mondiale anche per la forza lavoro”. Le imprese statunitensi si nutrono dello sfruttamento della classe operaia nativa e straniera, necessitando di un grande afflusso di forza lavoro non regolamentata per imporre loro condizioni peggiori e raddoppiare lo sfruttamento. È questa necessità del capitalismo statunitense che i democratici proteggono travestendola da filantropia nei confronti degli immigrati. La presentazione ideologica della corrente isolazionista non corrisponde a una reale possibilità di realizzarla, ma è adatta solo a produrre una situazione di completa impotenza dei lavoratori salariati che in ultima istanza avvantaggia i loro sfruttatori, anche se nella sua attuazione ci sono squilibri e svantaggi per questi ultimi.

Ecco le affermazioni di un agricoltore piccolo borghese, elettore repubblicano: “’Dobbiamo proteggere le nostre frontiere a sud e a nord, ma è necessario avere manodopera in questo paese’, ha detto DiMare, la cui famiglia ha 1.600 ettari di aziende agricole in Florida e California. Non c'è dubbio che questo limiterà e metterà sotto pressione l'agricoltura e molte altre industrie che dipendono da questa manodopera. E questo perché le aziende agricole statunitensi operano con un esercito di oltre 850.000 lavoratori agricoli, quasi la metà dei quali, secondo il Dipartimento dell'Agricoltura, sono privi di documenti. (...) Circa 160.000 si spostano con le stagioni (...) Questo complesso sistema è alla base dell'approvvigionamento alimentare relativamente economico dell'America”. (Bloomberg, 17-01-2025).

Il problema per questo settore della piccola e media borghesia è quello dei costi salariali: “Da quando il governatore Ron DeSantis ha impulsato una delle leggi statali sull'immigrazione più severe del paese, un numero maggiore di coltivatori è stato costretto a pagare salari molto più alti ai lavoratori ospiti per sostituire i lavoratori senza documenti – un mandato federale di 16,23 dollari l'ora invece di circa 10 dollari in contanti per la raccolta dei pomodori”. (Bloomberg, 17-01-2025) e anche di carenze nel fornimento della merce forza di lavoro: “È già difficile trovare lavoratori in Messico disposti a lasciare le loro famiglie per mesi a causa dell'aumento dei salari e dell'occupazione nel loro paese, ha detto Myers, che contratta circa 90 lavoratori H-2A all'anno. Se gli agricoltori ‘dovessero sostituire ogni persona falsamente documentata con un lavoratore H-2A, non sarebbe possibile’”. (Bloomberg, 17-01-2025).

Oltre allo sfruttamento inerente al lavoro salariato, c'è un continuo abuso contro i salariati non documentati e persino di quelli documentati: “Il sistema H-2A è anche pieno di abusi. Il Dipartimento del Lavoro ha bandito decine di intermediari del lavoro per illegalità che vanno dall'addebito di tariffe per un posto di lavoro con visto all'accumulo di debiti per il trasporto e i pasti.” (Bloomberg, 17-01-2025).

Quando la legge che inasprisce la repressione contro il proletariato immigrato è entrata in vigore in Florida, le dichiarazione di un pastore evangelico della zona fossero le seguenti: “Il giorno in cui è entrata in vigore la 1718 ci siamo incontrati con il capo della polizia e con altre autorità locali; ci hanno detto che non sono qui per chiedere i documenti (...) Le retate contro gli immigrati non sono affar loro, ma dell'ICE e non possono stare al passo”. (El País, 23-07-2023). In altre parole, la borghesia locale e i suoi strumenti di oppressione locale non avevano intenzione di ostacolare il loro sfruttamento.

Ma sembra che questa volta la macchina della repressione antioperaia abbia iniziato a funzionare: “Ci sono indicazioni che i raid sono già iniziati: Il 7 gennaio, gli agenti della pattuglia di frontiera hanno fatto irruzione nelle aziende in cui si riuniscono i migranti che raccolgono le arance nei dintorni di Bakersfield, in California, in quella che è stata soprannominata “Operazione ritorno all’origine”. Altri migranti, timorosi di essere arrestati, sono rimasti a casa dal lavoro per diversi giorni, abbandonando le coltivazioni, ha riferito CalMatters”. (Bloomberg, 17-01-2025). E i rappresentanti dei padroni agricoli hanno iniziato a lamentarsi: “’Non ricordo di aver sentito parlare di assenteismo o di molta paura tra i lavoratori prima delle minacce del presidente eletto’, ha detto Michael Marsh, presidente del Consiglio Nazionale dei Padroni agricoli”. (Bloomberg, 17-01-2025).

Le promesse elettorali del buffone Trump si scontrano con questa realtà materiale delle esigenze del capitalismo statunitense. Dovrebbero scontrarsi con una rete organizzata di lavoratori nativi e immigrati che si opponga a tutte queste MISURE ANTIOPERAIE, sia dell'amministrazione attuale che di quelle precedenti, diffondendo la lotta, la solidarietà e il sindacalismo di classe, terreno fertile per l'introduzione di principi e obiettivi comunisti. Ma la dura realtà è che questa organizzazione non esiste ancora e l’attuazione padronale antioperaia si scontra principalmente con sé stessa. L'evoluzione dei conflitti interni all'impasse in cui si sta dirigendo il capitalismo statunitense determinerà la profondità reale del tentativo dell'attuale governo.

Proprio una parte del sostegno delle grandi aziende tecnologiche è dovuta al cambio di rotta sui visti H-1B nel discorso di Trump. Questo non significa affatto che ci sia una posizione unanime nell'amalgama di interessi contraddittori che compongono l'attuale Partito Repubblicano. Ma l'integrazione degli interessi di queste aziende in questo secondo tentativo di ripiegamento murato è evidente quando il buffone Trump si scaglia contro le polemiche nei suoi ranghi dichiarando: “’Sono sempre stato a favore dei visti’, ha detto Trump al Post in un'intervista telefonica. ‘Sono stato un sostenitore dell'H-1B. L'ho usato molte volte. Se ti laurei in un'università, penso che dovresti ottenere automaticamente, come parte del tuo diploma, una green card per poter rimanere in questo paese e questo include anche le università junior’, ha detto Trump.” (Bloomberg, 28-12-2024).

 Nel precedente mandato sono stati limitati diversi tipi di visti, tra cui l'H-1B in conflitto con le tecnologiche, come avverrebbe se venissero limitati ora: “'C'è una carenza permanente di eccellenti talenti ingegneristici. È il fattore limitante fondamentale della Silicon Valley’, ha scritto in precedenza Musk in X, che ha utilizzato un visto H-1B per lavorare negli Stati Uniti”. (Bloomberg, 28-12-2024).

 

L'accesso all'aborto

La carenza di manodopera, l'invecchiamento della popolazione produttiva e la necessità di carne da cannone in caso di guerra spingono settori della borghesia statunitense a limitare l'accesso all'aborto. A seguito della decisione della Corte Suprema del 2022 di eliminare la protezione federale dei diritti all'aborto e di dare a ogni Stato il potere di legiferare in materia, in dieci Stati si sono tenute votazioni sull'accesso all'aborto in concomitanza con le elezioni presidenziali. Emendamenti a favore dell'aborto sono stati approvati in Arizona, Missouri, Nevada, Montana, Colorado, New York e Maryland, con leggi più restrittive in South Dakota e Nebraska.

Nessun referendum può dare garanzie stabili in questo senso, solo l'organizzazione della lotta della classe operaia e il rovesciamento dell'apparato di dominio di classe della borghesia possono impedire questo diritto della borghesia di interferire nella riproduzione della classe operaia. La posizione dei comunisti sull'aborto è pubblicata nell'articolo “Contro l'interclassismo sulla questione femminile” (Per il Comunismo n. 2, p. 21): “Come sopra, abbiamo denunciato che non si può pretendere di "emancipare la donna" dal suo carattere di merce senza abolire il carattere generale di merce di tutti i lavoratori ed eliminare il carattere capitalista mercantile delle attuali relazioni di produzione, dobbiamo affermare tassativamente che, in queste condizioni di schiavitù, è un dovere ineludibile per tutti i membri della classe operaia di entrambi i sessi combattere per impedire che la classe degli schiavisti moderni non abbia la benché minima possibilità di ingerenza nella decisione delle donne della nostra classe di rimanere incinte o abortire in un dato momento”.

 

Riprendendo i passi dell’isolamento diplomatico

Tra i primi passi del secondo tentativo di ripiegamento murato ve ne sono diversi di stampo isolazionista, alcuni addirittura precedenti all'insediamento, legati all'approccio di favorire lo sfruttamento del business petrolifero. “La Federal Reserve si è ritirata dalla Rete di Banche Centrali e Autorità di vigilanza per l'Ecologizzazione del Sistema Finanziario, una coalizione globale di banche centrali impegnate a studiare il rischio climatico che è stata lanciata nel 2017” (Bloomberg, 17-01-2025) ed è stata seguita dalla Corporazione Federale di Assicurazione di Depositi (FDIC, acronimo in inglese). Nel frattempo, “le sei maggiori banche statunitensi hanno lasciato il gruppo di definizione degli obiettivi di emissioni nette a zero del settore bancario globale (...) JP Morgan è stata l'ultima a ritirarsi dalla Net-Zero Banking Alliance (NZBA), sponsorizzata dalle Nazioni Unite, dopo Citigroup, Bank of America, Morgan Stanley, Wells Fargo e Goldman Sachs. Tutti e sei si sono ritirati dall'inizio di dicembre”. (The Guardian, 08-01-2025).

Tra i primi ordini esecutivi figurano anche il ritiro dall'Accordo di Parigi (un trattato per limitare il riscaldamento globale) e dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

 

Il tetto del debito e la divisione tra i repubblicani

L'elezione dello speaker della Camera dei Rappresentanti è uno dei momenti in cui il Partito Repubblicano ha ripetutamente mostrato i segni più visibili delle sue differenze interne e della lotta tra di loro. Nel gennaio 2023, ci sono voluti 15 turni di votazione (il massimo dal 1859) per eleggere McCarthy come speaker, eletto con l'astensione finale di 6 repubblicani. Questa elezione aveva come premessa la possibilità di destituzione fulminante se non avesse rispettato i suoi impegni sul tetto del debito. E così è stato, nell'ottobre 2023 è stato destituito da una mozione di censura del suo stesso partito per il suo accordo con il presidente per aumentare il tetto del debito ed evitare la chiusura del governo. E ancora una volta il Partito repubblicano dimostrò gli interessi contrastanti al suo interno. Prima hanno tentato senza successo di eleggere il suo proprio candidato Steve Scalise, poi hanno provato a nominare Jordan, che ha desistito per l’opposizione interna, e infine hanno nominato ed eletto il presidente in carica Mike Johnson, che ha avuto bisogno di 4 turni per essere eletto.

Il 3 gennaio 2025, lo speaker doveva essere rieletto, un passo necessario per la convalida dei risultati elettorali. Nonostante la vittoria elettorale ottenuta e nonostante si trattasse di un passo avanti verso la presa in mano della macchina dello Stato, anche in questo caso il Partito repubblicano dovette negoziare con se stesso per far sì che due dei tre rappresentanti repubblicani che si erano opposti all'elezione accettassero di votare per Johnson. Il tutto, preceduto da una bagarre in cui i repubblicani hanno bloccato l'accordo raggiunto tra lo speaker e Biden per alzare il tetto del debito pubblico e poi hanno votato anche contro l'accordo proposto dallo stesso Trump. Quello che è chiaro è che ci sono interessi contrastanti all'interno del Partito repubblicano: “Ci sono molti altri rappresentanti oltre ai tre che hanno votato per un altro che hanno delle riserve”. (Bloomberg, 03-01-2025).

 

Venite a vedere: il circo va in scena su un altro palcoscenico

Una volta vinte le elezioni, il buffone Trump ha dato il via allo spettacolo: ha annunciato dazi del 25% con Canada e Messico, ha affermato che il Canada dovrebbe essere il 51° Stato degli USA, poi ha minacciato di “riprendersi” il Canale di Panama se le tariffe non fossero state abbassate, di invadere la Groenlandia se necessario e di imporre tariffe all'UE se non avesse comprato più petrolio.

Dopo la cerimonia di insediamento, lo spettacolo è continuato con la firma di ordini esecutivi. Oltre a quelli sulla tecnologia, sull'uscita dalle organizzazioni internazionali e sull'immigrazione di cui abbiamo già parlato, gli ordini esecutivi includono misure ideologiche come il reintegro degli obiettori di vaccino nelle forze armate e l'eliminazione delle politiche aziendali denominate DEI (diversità, uguaglianza e integrazione); misure sulle agenzie federali come il ritorno agli uffici, il congelamento delle nuove assunzioni e nuovi regolamenti; misure in materia di energia, tra cui l'apertura di più aree per l'esplorazione e l'estrazione di petrolio e gas con l'idea di riempire la riserva strategica di petrolio e di esportarlo in tutto il mondo e la limitazione di aree per i mulini a vento per la produzione di energia elettrica; e misure nel settore automobilistico con il ritiro delle politiche e dei sussidi per le auto elettriche.

 

Su dazi e spacconate

Tra le misure immediatamente adottate c'è un'assenza importante: l'assenza di nuovi dazi. Finora non sono stati imposti dazi su Canada e Messico – anche se promette di farlo il 1° febbraio – ma non sono stati imposti nemmeno i dazi fino al 60% sulle merci cinesi. Le dichiarazioni del buffone Trump: “'Abbiamo un potere molto grande sulla Cina, quello dei dazi, e loro non gli vogliono'”, ha detto il leader statunitense al conduttore di Fox News (...) “’E preferirei non doverlo usare. Ma è un potere enorme sulla Cina’”. (Bloomberg, 24-01-2025). In realtà, più che un potere enorme sulla Cina, i dazi proposti sono un enorme meccanismo per mettere in difficoltà la stessa industria statunitense... Gli Stati Uniti hanno scelto di usare la minaccia dei dazi per far promettere a paesi (come la Colombia, ma anche la Cina e l'India) di accettare il ritorno degli immigrati espulsi dagli Stati Uniti. Comprensibilmente, questo non significa tassativamente che gli Stati Uniti non applicheranno i dazi promessi dopo un periodo di tempo, breve o lungo che sia. Tuttavia, denota lo stile del piccolo personaggio che incarna la risultante attuale dell'accozzaglia di interessi contraddittori della borghesia statunitense e ricorda molto il cane che abbaia, ma poco morde. Implicita nella situazione dell'imperialismo statunitense è la difficoltà di tracciare una rotta chiara e la condanna di successivi sbandamenti in una direzione e nella direzione opposta.

 

Incidenti, disastri e attacchi cibernetici

All'elenco di difficoltà interne dell'imperialismo statunitense ne aggiungeremo qualcun'altra. L'ammiraglia dell'aeronautica statunitense (Boeing) non alza la testa tra fallimenti, scioperi, debiti, licenziamenti e fuga degli ingegneri. Uragani, inondazioni e incendi distruggono tutto ciò che trovano sul loro cammino a causa del cattivo stato delle infrastrutture. Gli attacchi cibernetici si susseguono e, nell'ultimo noto, gli hacker cinesi sono riusciti a penetrare nel computer della Segretaria al Tesoro e in “oltre 400 computer portatili (...) e più di 3.000 file”. (Bloomberg, 17-01-2025).

 

Il peso sociale della guerra

In “El Comunista” nº67 (p.5) abbiamo analizzato il costo economico e i soldati uccisi in servizio, ma dobbiamo aggiungere il fatto che “più di 30.000 soldati statunitensi si sono suicidati dopo aver prestato servizio in Iraq e Afghanistan: più di tre volte quelli morti in combattimento”. (Financial Times, 25-10-2023). Questo salasso economico e umano è stato uno dei motivi che hanno fatto salire la corrente all'isolazionismo e ha finito per determinare il ritiro degli Stati Uniti dall'Afghanistan. Nella lotta interna per la distribuzione delle cariche, la corrente più isolazionista è riuscita a bloccare Mike Pompeo come Segretario alla Difesa, gridando  “Screw the war machine!”  (“Al diavolo la macchina di guerra!” ). I primi “successi” dell'entrata in scena della nuova corrente non si sono fatti attendere: prima il cessate il fuoco in Libano e poi quello a Gaza. La prossima promessa è quella di fermare la guerra in Ucraina. 

Ma come abbiamo ripetuto tante volte e non ci stancheremo di ripetere, non è la volontà di singoli individui o di intere frazioni della borghesia a determinare il proseguimento delle guerre in Medio Oriente e in Ucraina, ma i fatti materiali. “Non si tratta della sua consapevolezza dei fatti, e nemmeno della sua volontà soggettiva; non sarebbe marxismo. È una questione di ciò che la borghesia americana, o frazioni di essa, è costretta a fare a causa della sua situazione materiale. E nell'attuale situazione dell'imperialismo, gli Stati Uniti possono solo scegliere tra le mosse perdenti.” (Per il Comunismo nº4, maggio 2021, p.19).

 

 

[1] Si veda in questo numero della rivista lo sviluppo di un altro punto del programma rivoluzionario immediato delineato nella riunione generale del Partito a Forlì, nel dicembre 1952: “Punto cardine del programma comunista: decisa lotta contro la specializzazione”.

[2] Si noti un inganno comune con le percentuali. Ad esempio, Boeing ha firmato un aumento del 38% in quattro anni. Questo potrebbe sembrare il 9,5% all'anno (con il calcolo errato 38/4 = 9,5), ma in realtà è l'8,4% all'anno poiché il calcolo corretto è: ∜(1+38%)-1=8,4%.

 

 

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