Sommario Per il Comunismo n.10

Il ciclo storico della degenerazione della III Internazionale

Il ciclo storico della degenerazione della III Internazionale (II) 

Il ciclo storico della degenerazione della III Internazionale (III)

Il ciclo storico della degenerazione della III Internazionale (IV)

 

IL CICLO STORICO DELLA DEGENERAZIONE DELLA III INTERNAZIONALE (V)

 

1923 – Arresto dei dirigenti del PC d'Italia da parte del fascismo

L'arresto dei dirigenti del PC d'Italia da parte del fascismo fornisce il pretesto all'Esecutivo della Terza Internazionale per spostare la Sinistra dalla Direzione del Partito Comunista d'Italia e sostituirla con una direzione ordinovista, ovvero prima con Togliatti e poi anche con Gramsci.

 

1923 – III Esecutivo allargato: 'bolscevismo nazionale'

Nel gennaio del 1923, l'esercito francese occupò la Ruhr per farsi pagare il risarcimento del Trattato di Versailles.

Ciò ha dato luogo ad una politica di agitazione e collaborazione tra il Partito Comunista Tedesco e la borghesia tedesca, basata sulla teorizzazione che la Germania si fosse trasformata in una colonia che veniva saccheggiata dalla Francia. Quindi, il movimento patriottico tedesco diventerebbe un movimento anticoloniale e la borghesia sarebbe diventata rivoluzionaria nonostante ci trovassimo in una situazione di capitalismo pieno.

Nel giugno del 1923, nell'III Esecutivo allargato, Zinoviev (presidente dell'Internazionale) si vantava del fatto che la borghesia riconoscesse il bolscevismo nazionale del Partito Comunista e che ciò dimostrasse che tale partito avrebbe acquisito una psicologia di masse.

Tutto ciò è, evidentemente, una deviazione programmatica che contraddice il marxismo e le Tesi del II Congresso sulla questione nazionale e coloniale.

Le somiglianze con il socialismo nazionale del Partito Socialista Nazionale dei Lavoratori Tedeschi di Hitler sono eccessive e, di fatto, furono organizzati meetings congiunti fino a quando furono respinti da parte dei... nazisti.

Come denunciato dalla Sinistra in Il comunismo e la questione nazionale (1924), questo eclettismo tattico che tagliava ogni rapporto con i principi che avevano dato origine a determinate tattiche, portava a una vera revisione che trasformava l'azione in sociale-nazionalista.

"Ecco come il dimenticare la origine di principio delle soluzioni politiche comuniste può portare ad applicarle laddove mancano le condizioni che le hanno suggerite, sotto il pretesto che ogni più complicato espediente sia sempre utilmente adoperabile. Non può non considerarsi come un fenomeno che ha certe analogie colle imprese del social-nazionalismo, il fatto che il compagno Radek, per sostenere in una riunione Internazionale la tattica da lui caldeggiata, 'scoprì' che il gesto del nazionalista sacrificatosi nella lotta contro i francesi della Ruhr deve essere esaltato dai comunisti in nome del principio (nuovo per noi e inaudito), che al disopra dei partiti si debba sostenere chiunque si sacrifica per la sua idea.

Un deplorevole rimpicciolimento è quello che riduce il compito del grande proletariato di Germania a una emancipazione nazionale: quando noi attendiamo da questo proletario e dal suo partito rivoluzionario che esso riesca a vincere non per sé, ma per salvare la esistenza e la evoluzione economica socialista della Russia dei Soviet, e per rovesciare contro le fortezze capitaliste di occidente la fiumana della Rivoluzione mondiale, svegliando i lavoratori degli altri paesi per un momento immobilizzati dagli ultimi conati controffensivi della reazione borghese." (Il comunismo e la quistione nazionale, 1924)

 

 


  • Luglio 1914 – Inizio della Prima Guerra Mondiale (fallimento della 2ª Internazionale)
  • 1917 – Rivoluzione di febbraio e ottobre in Russia
  • 1917 – Intervento militare straniero e guerra civile in Russia
  • Marzo 1918 – Trattato di Brest-Litovsk
  • Novembre 1918 – Sollevamento di Kiel
  • Novembre 1918 – Fine della Prima Guerra Mondiale
  • Dicembre 1918 – Fondazione del Partito Comunista di Germania (KPD)
  • Gennaio 1919 – Assassinio di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht da parte della socialdemocrazia
  • Marzo 1919 – I Congresso della 3ª Internazionale
  • Marzo-agosto 1919 – Repubblica Sovietica d'Ungheria (la partecipazione dei socialdemocratici la fa scoppiare)
  • Aprile 1919 – Repubblica Sovietica di Baviera
  • Marzo-aprile 1920 – 'Putsch' di Kapp/Lüttwitz e sollevamento della Ruhr
  • Maggio 1920 – Tesi della Frazione Comunista Astensionista del PSI
  • Luglio-agosto 1920 – II Congresso della 3ª Internazionale  “21 condizioni di ammissione”
  • Agosto 1920 – Sconfitta dell'esercito rosso a Varsavia
  • Settembre 1920 – Occupazione delle fabbriche in Italia
  • Dicembre 1920 – Fusione della 'sinistra' dell'USPD con il KPD
  • Gennaio 1921 – Fondazione del Partito Comunista d'Italia
  • Gennaio 1921 – ‘'Lettera aperta' del KPD al SPD e ai sindacati
  • Marzo 1921 – Fallimento della Azione di marzo in Germania
  • Giugno-luglio 1921 – III Congresso della 3ª Internazionale  “conquista delle masse” (della maggioranza…)
  • Dicembre 1921 – Risoluzione previa al I Esecutivo allargato:  “fronte unico politico”
  • Gennaio 1922 – Tesi sula tattica del Partito Comunista d’Italia (Roma)
  • Febbraio 1922 – I Esecutivo Allargato
  • Aprile 1922 – Conferenza congiunta con l'Internazionale 2ª e la 2ª ½
  • Giugno 1922 – II Esecutivo Allargato  “governo operaio”
  • Agosto 1922 – Sottomissione del PCC al Kuomintang
  • Ottobre 1922 – Marcia su Roma
  • Novembre 1922 – Progetto di Tesi presentato dal PC d’Italia al IV Congresso
  • Novembre-dicembre 1922 – IV Congresso della 3ª Internazionale  “governo operaio e contadino”

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  • Gennaio 1923 – Occupazione francese della Ruhr
  • Febbraio 1923 – Arresto dei dirigenti del PC de Italia, Togliatti è messo nella direzione del PCd’I dall’Internazionale
  • Giugno 1923 – “Bolscevismo nazionale” in Germania
  • Ottobre 1923 – Entrata dei ministri comunisti nei governi di Sassonia e Turingia (e scioglimento militare successivo)

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  • Gennaio 1924 – Morte di Lenin
  • Giugno-luglio 1924 – V Congresso della 3ª Internazionale  “bolscevizzazione”
  • Giugno 1924 – Assassinio di Matteotti e farsa dell'Aventino
  • Aprile 1925 – Elezioni presidenziali di Hindenburg in Germania
  • Gennaio 1926 – Tesi della Sinistra al III Congresso del Partito Comunista d’Italia (Lyon)
  • Febbraio 1926 – VI Esecutivo Allargato
  • Marzo 1926 – Tradimento della rivoluzione in Cina (massacro di Shanghai e Canton in 1927)
  • Maggio 1926 – Tradimento dello sciopero dei minatori in Inghilterra (Comitato anglo-russo)
  • Dicembre 1926 – VII Esecutivo Allargato  “socialismo in un solo paese”, sconfitta dell’opposizione russa
  • Ottobre 1929 – Crollo del 29
  • 1936, 1938 – Processi di Mosca
  • Maggio 1937 – Eventi di maggio '37 durante la Guerra Civile Spagnola
  • Settembre 1939 – Inizio della seconda guerra mondiale
  • Maggio 1943 – Scioglimento formale della 3ª Internazionale

 

Il testo ricorda che la strada per cui fu veicolato il tradimento della Seconda Internazionale quando scoppiò la guerra nel 1914 fu quella della scoperta improvvisata di principi superiori al di sopra della lotta di classe:

"Allora si apprese (e ben pochi seppero, meno ancora poterono, tra i militanti socialisti, esprimere la loro indignazione e la loro protesta) che il proletariato socialista doveva fare a meno dei principii fino a che erano i principii della dottrina classista, ma doveva inchinarsi ad essi come a cosa sacra, quando si trattava dei principii della ideologia borghese, di quelle idee fondamentali nella religione delle quali le classi dominanti tendono a trasformare la prevalenza dei loro interessi: il tradimento al contenuto della critica marxista non poteva essere più spudorato..." (Il comunismo e la questione nazionale, 1924)

Il testo riassume con precisione la necessità del movimento  comunista di avere principi o, meglio ancora, postulati programmatici stabili acquisiti e della loro 'codificazione' in chiare regole tattiche d'azione:

"Per indicare brevemente la soluzione che a noi pare migliore, diremo che è assolutamente da respingere la tesi secondo cui la politica marxista si contenta di un semplice esame delle successive situazioni (con un metodo, si intende, ben determinato) e non abbisogna di altri elementi. Quando noi avremo studiati i fattori di carattere economico e lo sviluppo dei contrasti di classe che si presentano nel campo di un dato problema, avremo fatto qualcosa di indispensabile ma non avremo ancora tenuto conto di tutto. Vi sono certi altri criteri di cui è necessario tener conto, che si possono chiamare 'principii' rivoluzionari, se si chiarisce che tali principi non consistono in idee immanenti e aprioristiche fissate una volta per sempre in tavole che siano state 'trovate' in qualche parte belle incise. Se si vuole si può rinunziare alla parola principii per parlare di postulati programmatici: si può sempre precisare meglio, anzi si deve farlo tenute anche presenti le necessità linguistiche di un movimento internazionale, la nostra terminologia.

(...) La maniera di coordinare le soluzioni singole a questa finalità generale si concreta in postulati acquisiti al partito, e che si presentano come i cardini del suo programma e dei suoi metodi tattici. Questi postulati non sono dogmi immutabili e rivelati, ma sono a loro volta la conclusione di un esame generale e sistematico della situazione di tutta la società umana del presente periodo storico, nel quale sia tenuto esatto conto di tutti i dati di fatto che cadono sotto la nostra esperienza. Noi non neghiamo che questo esame sia in continuo sviluppo e che le conclusioni si rielaborino sempre meglio, ma è certo che noi non potremmo esistere come partito mondiale se la esperienza storica che già il proletariato possiede non permettesse alla nostra critica di costruire un programma ed un insieme di regole di condotta politica. Non esisteremmo, senza di questo, né noi come partito, né il proletariato come classe storica in possesso di una coscienza dottrinale e di una organizzazione di lotta. Ove si presentano delle lacune nelle nostre conclusioni, e ove si prevedono revisioni parziali avvenire, sarebbe errore supplire con la rinunzia alla definizione dei postulati o principii, che appaiono certo come una 'limitazione' delle azioni che ci potranno essere suggerite dalle successive situazioni e nei varii paesi. Errore infinitamente minore sarebbe rimediare con un completamento anche un poco arbitrario delle nostre formule conclusive, perché la chiarezza e precisione, nello stesso tempo che il massimo possibile di continuità, di tali formule di agitazione e di azione, sono una condizione indispensabile del rafforzarsi del movimento rivoluzionario. A questa affermazione, che potrà parere un poco arrischiata, noi aggiungiamo, senza volerci oltre trattenere sulla grave questione che a molti sembrerà eccessivamente astratta, che ci pare che i dati che ci fornisce la storia della lotta di classe fino alla grande guerra e alla rivoluzione russa consentano al partito comunista mondiale di riempire tutte le lacune con soluzioni soddisfacenti: il che non vuole dire certamente che nulla avremo da imparare dall'avvenire, e dalla continua riprova delle nostre conclusioni nell'applicazione politica delle medesime. Il rifiutarsi a 'codificare' senza altro indugio il programma e le regole di tattica e di organizzazione della Internazionale non potrebbe per noi avere oggi altro senso che quello di un pericolo di natura opportunista, per cui la nostra azione correrebbe il rischio domani di riandarsi a rifugiare sotto principi e regole borghesi, questi sì completamente errati e rovinosi per la 'libertà' della nostra azione." (Il comunismo e la quistione nazionale, 1924)

 

1923 – Ingresso di ministri comunisti nei governi di Sassonia e Turingia

Alla fine del tortuoso 1923 si aprirà l'occasione tanto attesa per l'applicazione del governo operaio con l'ingresso di ministri comunisti nei governi di Sassonia e Turingia, che verranno sciolti in breve tempo senza alcuno sforzo da parte dell'esercito tedesco.

L'intera impostazione fu contraddittoria e con parametri errati: invece dell'anticapitalismo abbiamo l'antifascismo, dalle esitazioni e incertezze legalitarie si passa improvvisamente all'ottimismo rivoluzionario che giustifica qualsiasi abbandono dei principi, la piccola borghesia viene identificata come rivoluzionaria nel capitalismo, si entra in un governo socialdemocratico e si riproduce l'illusione suicida che i riformisti armeranno la classe operaia rivoluzionaria. La storia dimostra che i riformisti consegnano solo armi senza munizioni, armi difettose o si limitano a semplici promesse, come preludio e attesa per permettere alla borghesia di organizzare la repressione contro il proletariato.

In settembre era iniziato a Mosca un brusco cambio di rotta, cosa ormai troppo comune, da un'attitudine essenzialmente pessimista (la grande giornata antifascista fissata per il 23 luglio era stata annullata con l'approvazione dell'Internazionale a causa del divieto governativo) all'ottimismo più frenetico. Il 1º ottobre, Zinoviev prevede al segretario del partito tedesco, Brandler, l'avvicinarsi del "momento decisivo fra quattro, cinque o sei settimane", e aggiunge che è "necessario... porre in forma concreta il problema del nostro ingresso nel governo sassone [dominato dai socialdemocratici], a condizione che la gente di Zeigner [il presidente del consiglio riformista] sia realmente disposta a difendere la Sassonia contro la Baviera e i fascisti" (dopo il 1918, 1919 e il 1921, si ripone fiducia nella volontà dei socialdemocratici di rinunciare a essere... se stessi!).

Nell'opuscolo Probleme der deutschen Revolution, Zinoviev attribuiva un ruolo rivoluzionario "alle masse piccolo-borghesi cittadine, i funzionari piccoli e medi, i piccoli commercianti ecc.", e si giungeva all'ipotesi secondo cui "il ruolo giocato nella rivoluzione russa dal contadiname stanco della guerra sia ripreso fino a un certo punto nella rivoluzione tedesca dalla larghe masse piccolo-borghesi urbane, spinte dallo sviluppo del capitalismo all’orlo dello sfacelo e del precipizio economico" (!??).

L'ingresso nel governo, che poteva avvenire solo "previo consenso del Comintern", veniva giustificato solo se garantiva che l'apparato di Stato cominciasse veramente a servire gli interessi della classe operaia; se centinaia di migliaia di lavoratori venivano armati per combattere il fascismo bavarese e tedesco in generale; se non solo verbalmente, ma concretamente iniziava un'espulsione di massa dei funzionari borghesi dall'apparato di Stato... e se venivano introdotte senza indugio misure economiche di carattere rivoluzionario capaci di colpire in modo decisivo la borghesia; ovvero, come diceva il famoso telegramma di Zinoviev a Brandler l'1 ottobre, se garantiva di "armare subito 50-60 mila uomini in Sassonia… ed egualmente in Turingia". Il 20 ottobre, il governo centrale del Reich invia un ultimatum al governo di Sassonia, esigendo lo scioglimento immediato delle deboli milizie operaie, minacciando, in caso di mancato rispetto, di dare l'ordine di avanzare all'esercito. Il Partito decide di proclamare uno sciopero generale in tutta la Germania; ma, insicuro di se stesso e dell'appoggio dei proletari disorientati dalla girandola di parole d'ordine e obiettivi contraddittori, Brandler pensa di consultare preventivamente le masse, rappresentate da un'assemblea di lavoratori e funzionari politici e sindacali a Chemnitz, e, convinto che il momento opportuno sia già passato, revoca l'ordine di sciopero. Un piccolo contingente dell'esercito è sufficiente a destituire il governo sassone. Amburgo si ribella isolata, a causa di un ritardo nella notizia della revoca dello sciopero, ed è repressa dalla forza in ventiquattro ore. I proletari avrebbero dovuto marciare sotto la guida del Partito. Invece, è stato l'esercito a marciare sotto la guida dei generali kaiseriani lasciati al loro posto dai socialdemocratici Ebert-Scheidemann. Alcuni focolai di resistenza sono stati soffocati rapidamente: il 1923 tedesco era finito.

La conclusione vergognosa di quell'esperienza non servirà a seppellire la tattica errata ma si farà responsabile alla direzione del Partito per aver sbagliato nella sua applicazione. Questo metodo si diffonderà anche all'interno dell'Internazionale in modo che tutti i gruppi dirigenti elevati agli altari saranno defenestrati una dopo l'altro, anziché correggere la tattica errata che porta l'Internazionale da un fallimento all'altro.

 

 

(La pubblicazione di questa serie, iniziata su “Per il Comunismo” nº5 come risultato del lavoro di studio collettivo della riunione generale dell'agosto 2023, continuerà nei prossimi numeri della rivista)

 

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