Sommario Per il Comunismo n.9

Il ciclo storico della degenerazione della III Internazionale (III)

Il ciclo storico della degenerazione della III Internazionale (II) 

Il ciclo storico della degenerazione della III Internazionale

 

 

 

IL CICLO STORICO DELLA DEGENERAZIONE DELLA III INTERNAZIONALE (IV)

 

 

1922 – Tesi sulla tattica del Partito Comunista d'Italia – Roma

Un mese dopo la sorprendente risoluzione dell'Esecutivo dell'Internazionale sul fronte unico e un mese prima che si riunisse il I Esecutivo Allargato per affrontare questa questione, il Partito Comunista d'Italia, guidato dalla Sinistra, approva le Tesi sulla tattica del Partito Comunista d'Italia – Roma (1922).

Le Tesi di Roma sulla tattica sono la risposta strutturata alla questione di quale tipo di fronte unico sia coerente come tattica derivata dai principi comunisti nel capitalismo maturo e la superazione di quali limiti rendono questa tattica un assoggettamento alla socialdemocrazia e uno svuotamento del contenuto comunista dei partiti. Le Tesi contengono una soluzione completa del problema della tattica nel capitalismo maturo e una delimitazione specifica delle possibilità di applicazione della tattica del fronte unico, escludendo il fronte unico politico o dall'alto e rivendicando come l'unica variante corretta il fronte unico sindacale o dal basso.

La Sinistra ha potuto rispondere così rapidamente e in modo così completo dalla direzione del Partito Comunista d'Italia, con il sostegno della stragrande maggioranza di quello, perché la Sinistra aveva sviluppato tutta la sua precedente lotta come una corrente marxista intransigente in un ambiente di capitalismo già sviluppato e maturo. Questo era l'ambiente predominante in Europa, ma non era l'ambiente in cui i bolscevichi avevano dovuto sviluppare la loro azione nel contesto della doppia rivoluzione, che inizia con una rivoluzione anti-feudale (e quindi democratico-borghese) in cui altre classi oltre al proletariato avevano un ruolo rivoluzionario anti-feudale. Questo è il motivo per cui i bolscevichi non avevano né potevano offrire una soluzione ai problemi della tattica nel capitalismo maturo e nella democrazia matura.

Per questo motivo materiale, la Sinistra italiana aveva il vaccino contro questo ambiente democratico maturo, frutto delle sue esperienze precedenti, che aveva già apportato nei punti 5, 6 e 12 della terza parte delle Tesi della Frazione Comunista Astensionista del PSI (1920).

 

1922 – I Esecutivo Allargato

Il I Esecutivo Allargato, dal 21 febbraio al 4 marzo 1922, approva la dichiarazione di dicembre dell'Esecutivo dell'Internazionale sul fronte unico nella sua errata interpretazione del fronte unico politico.

Lo stesso I Esecutivo Allargato approva la partecipazione della Terza Internazionale alla conferenza congiunta con la Seconda Internazionale e la Seconda e Mezza in aprile.

 


  • Luglio 1914 – Inizio della Prima Guerra Mondiale (fallimento della 2ª Internazionale)
  • 1917 – Rivoluzione di febbraio e ottobre in Russia
  • 1917 – Intervento militare straniero e guerra civile in Russia
  • Marzo 1918 – Trattato di Brest-Litovsk
  • Novembre 1918 – Sollevamento di Kiel
  • Novembre 1918 – Fine della Prima Guerra Mondiale
  • Dicembre 1918 – Fondazione del Partito Comunista di Germania (KPD)
  • Gennaio 1919 – Assassinio di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht da parte della socialdemocrazia
  • Marzo 1919 – I Congresso della 3ª Internazionale
  • Marzo-agosto 1919 – Repubblica Sovietica d'Ungheria (la partecipazione dei socialdemocratici la fa scoppiare)
  • Aprile 1919 – Repubblica Sovietica di Baviera
  • Marzo-aprile 1920 – 'Putsch' di Kapp/Lüttwitz e sollevamento della Ruhr
  • Maggio 1920 – Tesi della Frazione Comunista Astensionista del PSI
  • Luglio-agosto 1920 – II Congresso della 3ª Internazionale  “21 condizioni di ammissione”
  • Agosto 1920 – Sconfitta dell'esercito rosso a Varsavia
  • Settembre 1920 – Occupazione delle fabbriche in Italia
  • Dicembre 1920 – Fusione della 'sinistra' dell'USPD con il KPD
  • Gennaio 1921 Fondazione del Partito Comunista d'Italia
  • Gennaio 1921 – ‘'Lettera aperta' del KPD al SPD e ai sindacati
  • Marzo 1921 – Fallimento della Azione di marzo in Germania
  • Giugno-luglio 1921 – III Congresso della 3ª Internazionale  “conquista delle masse” (della maggioranza…)
  • Dicembre 1921 – Risoluzione dell'Esecutivo dell'Internazionale Comunista:  “fronte unico politico”

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  • Gennaio 1922 – Tesi sula tattica del Partito Comunista d’Italia (Roma)
  • Febbraio 1922 – I Esecutivo Allargato
  • Aprile 1922 – Conferenza congiunta con l'Internazionale 2ª e la 2ª ½
  • Giugno 1922 – II Esecutivo Allargato  “governo operaio”
  • Agosto 1922 – sottomissione del PCC al Kuomintang
  • Ottobre 1922 – Marcia su Roma
  • Novembre 1922 – Progetto di Tesi presentato dal PC d’Italia al IV Congresso
  • Novembre-dicembre 1922 - IV Congresso della 3ª Internazionale  “governo operaio e contadino”

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  • Gennaio 1923 – Occupazione francese della Ruhr
  • Febbraio 1923 – Arresto dei dirigenti del PC de Italia, Togliatti è messo nella direzione del PCd’I dall’Internazionale
  • Giugno 1923 – “Bolscevismo nazionale” in Germania
  • Ottobre 1923 – Entrata dei ministri comunisti nei governi di Sassonia e Turingia (e scioglimento militare successivo)
  • Gennaio 1924 – Morte di Lenin
  • Giugno-luglio 1924 – V Congresso della 3ª Internazionale  “bolscevizzazione”
  • Giugno 1924 – Assassinio di Matteotti e farsa dell'Aventino
  • Aprile 1925 – Elezioni presidenziali di Hindenburg in Germania
  • Gennaio 1926 – Tesi della Sinistra al III Congresso del Partito Comunista d’Italia (Lyon)
  • Febbraio 1926 – VI Esecutivo Allargato
  • Marzo 1926 – Tradimento della rivoluzione in Cina (massacro di Shanghai e Canton in 1927)
  • Maggio 1926 – Tradimento dello sciopero dei minatori in Inghilterra (Comitato anglo-russo)
  • Dicembre 1926 – VII Esecutivo Allargato  “socialismo in un solo paese”, sconfitta dell’opposizione russa
  • Ottobre 1929 – Crollo del 29
  • 1936, 1938 – Processi di Mosca
  • Maggio 1937 – Eventi di maggio '37 durante la Guerra Civile Spagnola
  • Settembre 1939 – Inizio della seconda guerra mondiale
  • Maggio 1943 – Scioglimento formale della 3ª Internazionale 

 

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Un rappresentante della Sinistra nell'I Esecutivo Allargato sintetizzò la situazione nel seguente modo: "E’ possibile, noi pensiamo, che coi mezzi suggeriti dall’Esecutivo si conquistino le masse; ma non avremo più dei partiti comunisti; avremo dei partiti che assomiglieranno come gocce d’acqua ai vecchi partiti socialisti".

Durante le sessioni, le posizioni della Sinistra italiana saranno travisate e presentate in modo tale che persino noi saremmo contrari. Successivamente, gli attacchi si concentrano su questo spaventapasseri creata ad hoc, anziché analizzare le posizioni e gli argomenti effettivamente esposti. In questa occasione, toccò a Trotskij applicare questo metodo, che diventerà sempre più comune contro la Sinistra, per far passare le tesi del fronte unico politico. Basta leggere le Tesi di Roma confrontandole con il discorso di Trotskij per rendersi conto della sua ignoranza delle posizioni della Sinistra italiana o del suo travisamento consapevole di quelle.

Un articolo pubblicato nel marzo del 1922 ribadisce: "Per noi l’esistenza indipendente del partito comunista è ancora una formula vaga, se non si precisa il valore di quella indipendenza in base alle ragioni che ci hanno imposto di costruirla attraverso la scissione e che la identificano con la coscienza programmatica e la disciplina organizzativa del gruppo. Il contenuto e l’indirizzo programmatico del partito, che nella sua milizia, e in quella più vasta che inquadra sindacalmente e in altri campi, non è una macchina bruta ma un prodotto e un fattore al tempo stesso del processo storico, possono esser influenzati sfavorevolmente da atteggiamenti erronei della tattica. (...)

Sono limiti tattici che non traccia la teoria, ma la realtà, e questo è tanto vero che, senza fare gli uccelli del malaugurio, noi prevediamo che se si continuerà ad esagerare in questo metodo delle illimitate oscillazioni tattiche e delle coincidenze contingenti tra opposte parti politiche, si demolirà a poco a poco il risultato di sanguinose esperienze della lotta di classe, per arrivare non a geniali successi ma allo svuotamento delle energie rivoluzionarie del proletariato, correndo il rischio che ancora una volta l’opportunismo celebri i suoi saturnali sulla sconfitta della rivoluzione, le cui forze già esso dipinge come incerte ed esitanti e avviate nella via di Damasco." (Il compito del nostro partito, su 'Il Comunista' del 21 marzo 1922).

 

1922 – II Esecutivo Allargato: 'governo operaio'

Nel II Esecutivo Allargato viene ufficialmente lanciata la parola d’ordine del governo operaio, conseguenza logica della conquista della maggioranza al III Congresso e del fronte unico politico.

La parola d’ordine del governo operaio non è soltanto una deviazione tattica, ma soprattutto una deviazione programmatica, poiché il marxismo non ammette un altro governo operaio se non la dittatura del proletariato.

Inoltre, questa parola d’ordine non è mai stato definito con precisione e ha subito varie mutazioni nei successivi anni. Dietro la pretesa di rendere accessibile alle masse il concetto di dittatura del proletariato si nascondeva malamente il vero obiettivo di partecipare ai governi borghesi, etichettandoli come operai perché controllati dai socialdemocratici.

Chi vuole rendere accessibile alle masse operaie il concetto di dittatura del proletariato non ha bisogno di pseudonimi o surrogati. I pseudonimi e surrogati sono adatti solo a chi vuole generare confusione o nascondere le sue vere intenzioni. Noi avevamo imparato, prima con Marx e poi con Lenin, che:

  • "I comunisti sdegnano di nascondere le loro opinioni e le loro intenzioni. Dichiarano apertamente che i loro fini possono esser raggiunti soltanto col rovesciamento violento di tutto l'ordinamento sociale finora esistente." (Manifesto del Partito Comunista, 1848)
  • La verità è che lo Stato borghese che attua la dittatura della borghesia per mezzo della repubblica democratica, non può confessare di fronte al popolo di essere al servizio della borghesia, non può dire la verità, è costretto a fingere.
    Uno Stato del tipo della Comune, uno Stato sovietico, dice invece apertamente e schiettamente al popolo la verità, dichiara di essere la dittatura del proletariato."
    (Lenin, La rivoluzione proletaria e il rinnegato Kautsky, 1917).

 

1922 – Marcia su Roma

Nonostante gli sforzi del partito, si arrivò in ritardo (agosto 1922) all'azione generale e la sconfitta proletaria fu inevitabile.

In agosto 1922, nel culmine di una violenta battaglia difensiva su tutti i fronti del proletariato italiano, l'Alleanza del Lavoro decise la proclamazione di uno sciopero generale. Si noti che la potente CGL dovette affidarsi alla rete clandestina del Partito Comunista d'Italia per impartire in codice le disposizioni dello sciopero del 1° agosto. Tuttavia, i riformisti lo vedevano solo come un mezzo di pressione per risolvere la crisi governativa in senso di una coalizione liberale-socialdemocratica.

La CGL non era affatto convinta della sua politica, e soprattutto della sua capacità di controllare le masse, tanto che l'ordine 'segreto' dello sciopero fu reso pubblico da un organo socialdemocratico e confederale, 'Il Lavoro', permettendo così allo Stato e agli squadristi di entrare in azione opportunamente. Lo sciopero stesso fu sospeso dopo 24 ore, mentre le masse si mobilitarono senza la minima diserzione e continuarono a combattere con grande valore contro le forze repressive.

Da allora, il fascismo, apertamente sostenuto nella lotta violenta dalle forze dello Stato guidate dalla democrazia liberale, divenne padrone del paese, e solo in seguito fu coreografata la formalizzazione legale del suo predominio con la marcia su Roma.

 

1922Agosto: Sottomissione del PCC al Kuomintang

Il 1° luglio 1921 fu fondato a Shanghai il Partito Comunista della Cina, che doveva agire in conformità con le Tesi sulla questione nazionale e coloniale adottate al Secondo Congresso dell'Internazionale.

Già nell'agosto del 1922, però, l'inviato dell'Internazionale, Maring, impose la decisione che anche i membri del Partito Comunista di Cina dovessero aderire al Kuomintang, sostenendo che esso dovesse essere “trasformato dall'interno”, un'imposizione del tutto contraria alle tesi del Secondo Congresso.

Per un resoconto più dettagliato del processo di tradimento della rivoluzione proletaria cinese, si veda l'articolo “Lezioni dalla sconfitta della rivoluzione proletaria cinese del 1926-1927” in questa rivista.

 

1922Progetto di Tesi presentato dal PC d'Italia al IV Congresso dell'Internazionale Comunista

La Sinistra preparò il Progetto di Tesi presentato dal PC d'Italia al IV Congresso dell'Internazionale Comunista (1922), ma non furono nemmeno discusse durante il Congresso.

Il progetto di Tesi sintetizza il contenuto delle Tesi di Roma e ricorda che, nell'adeguata impostazione marxista, neppure il fronte unico dal basso è di applicazione meccanica, senza valutare se il suo sviluppo prevedibile non porti a un rafforzamento dell'influenza delle posizioni comuniste:

"La tattica del fronte unico è dunque un mezzo per la conquista di una preponderante influenza ideologica ed organizzativa del Partito.

La istintiva tendenza delle masse all’unità deve essere utilizzata quando può servire allo impiego favorevole della tattica del fronte unico: deve essere combattuta quando condurrebbe al risultato opposto.

Il grave problema tattico del fronte unico presenta dunque dei limiti al di fuori dei quali la nostra azione verrebbe a mancare ai propri fini. (...)" (Progetto di Tesi presentato dal PC d'Italia al IV Congresso dell'Internazionale Comunista, 1922).

 

1922 IV Congresso della Terza Internazionale

Il IV Congresso della Terza Internazionale ratifica definitivamente la tattica del fronte unico politico, così come quella del governo operaio e del suo gemello, il governo operaio e contadino.

Ciò che tutti i marxisti avevano imparato a criticare come un tradimento già ai tempi della Seconda Internazionale veniva ora consacrato come la brillante tattica dell'Internazionale Comunista.

Lenin, in Marxismo e revisionismo (1908), descrive con troppa precisione il punto di arrivo della pendenza su cui la Terza Internazionale stava cominciando a scivolare:

"L'esperienza delle alleanze, degli accordi e dei blocchi col liberalismo socialriformista in occidente e col riformismo liberale (cadetti) nella rivoluzione russa ha dimostrano in modo convincente che questi accordi non fanno che annebbiare la coscienza delle masse, non accentuano ma attenuano l'importanza effettiva della loro lotta, legando i combattenti agli elementi più inetti alla lotta, più instabili e inclini al tradimento. Il millerandismo[1] francese, che è l'esperienza più notevole di applicazione della tattica politica revisionista su grande scala, su una scala veramente nazionale, ha dato del revisionismo un giudizio pratico che il proletariato di tutto il mondo non dimenticherà mai.

Il complemento naturale delle tendenze economiche e politiche del revisionismo è stato il suo atteggiamento verso l'obiettivo finale del movimento socialista. 'Il fine non è nulla, il movimento è tutto', queste parole alate di Bernstein esprimono meglio di lunghe dissertazioni l'essenza del revisionismo. Determinare la propria condotta caso per caso: adattarsi agli avvenimenti del giorno, alle svolte provocate da piccoli fatti politici; dimenticare gli interessi vitali del proletariato e i tratti fondamentali di tutto il regime capitalista, di tutta l'evoluzione del capitalismo; sacrificare questi interessi vitali a un vantaggio reale o supposto del momento, tale è la politica revisionista. Dall'essenza stessa di questa politica risulta chiaramente che essa può assumere forme infinitamente varie e che ogni problema più o meno 'nuovo', ogni svolta più o meno inattesa e imprevista – anche se mutano il corso essenziale degli avvenimenti in una misura infima per un brevissimo periodo di tempo – devono portare inevitabilmente all'una o all'altra varietà di revisionismo." (Lenin, Marxismo e revisionismo, 1908)

 

(La pubblicazione di questa serie, iniziata su “Per il Comunismo” nº5 come risultato del lavoro di studio collettivo della riunione generale dell'agosto 2023, continuerà nei prossimi numeri della rivista)

 


 

 

[1] Il millerandismo è precisamente l'ingresso dei partiti proletari nei governi borghesi.

 

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