IL CICLO STORICO DELLA DEGENERAZIONE DELLA III INTERNAZIONALE (II)
1914 - Il fallimento della Seconda Internazionale
La Seconda Internazionale aveva dichiarato nel Manifesto di Basilea che avrebbe risposto allo scoppio della guerra imperialista mondiale con la convocazione di uno sciopero rivoluzionario e l'uso delle armi contro la propria borghesia.
Ma quando è venuto il momento, nel luglio del 1914, la Seconda Internazionale ha fatto bancarotta: ogni partito socialdemocratico ha fatto blocco con la sua propria borghesia, ha votato i crediti di guerra e ha teorizzato e messo in pratica la difesa del proprio paese, tradendo il socialismo. Solo il Partito bolscevico, il Partito Socialista Italiano e il Partito Socialista Serbo sono rimasti fuori dall'interventismo.
Gli altri hanno trovato la scusa appropriata: i francesi dovevano difendere la Francia democratica contro gli imperi centrali, i tedeschi dovevano difendere la Germania dalla Russia ancora più arretrata, alleata della Francia.
Sotto forma di una improvvisazione, il socialsciovinismo ha riscoperto supposti valori (la civilizzazione, la democrazia, il progresso) che stavano al di sopra della lotta di classe e che obbligavano a difendere la propria borghesia. Sotto l’ombrello della disciplina di partito, questo tradimento è stato imposto persino alla minoranza rivoluzionaria all'interno di questi grandi partiti socialdemocratici. Un esempio tragico di questa forma di disciplina per la disciplina è stato il voto dei crediti di guerra da parte di K. Liebknecht, prima di uscire in strada per chiamare la classe operaia all'insurrezione contro la guerra e al disfattismo rivoluzionario.
Lenin ha smascherato una volta per tutte tutti questi sofismi socialsciovinisti e ha formulato con precisione la parola d’ordine del disfattismo rivoluzionario, tra altri testi, nel “Socialismo e la guerra” (1915) e nel “Programma militare della rivoluzione proletaria” (1916).
In Italia, la sinistra del PSI si avvicinava completamente alle posizioni bolsceviche, tra gli altri testi, ne “Il socialismo di ieri di fronte alla guerra di oggi” (1914), opponendosi all'interventismo di Mussolini e al neutralismo borghese della direzione. Le posizioni del marxismo sono state restaurate per l'intero ciclo della rivoluzione proletaria anticapitalista: "Chi si richiama adesso all'atteggiamento di Marx verso le guerre del periodo progressivo della borghesia e dimentica le parole di Marx: 'gli operai non hanno patria' – parole che si riferiscono precisamente all'epoca della borghesia reazionaria, superata, all'epoca della rivoluzione socialista – deforma spudoratamente Marx e sostituisce al punto di vista socialista il punto di vista borghese. (...) Il contenuto ideologico e politico dell'opportunismo e del socialsciovinismo è identico: la collaborazione delle classi invece della lotta di classe, la rinuncia ai mezzi rivoluzionari di lotta, l'aiuto al 'proprio' governo nelle situazioni difficili, invece di utilizzare le sue difficoltà nell'interesse della rivoluzione." (Lenin, Il socialismo e la guerra, 1915).
- Luglio 1914 – Inizio della Prima Guerra Mondiale (fallimento della 2ª Internazionale)
- 1917 – Rivoluzione di febbraio e ottobre in Russia
- 1917 – Intervento militare straniero e guerra civile in Russia
- Marzo 1918 – Trattato di Brest-Litovsk
- Novembre 1918 – Sollevamento di Kiel
- Novembre 1918 – Fine della Prima Guerra Mondiale
- Dicembre 1918 – Fondazione del Partito Comunista di Germania (KPD)
- Gennaio 1919 – Assassinio di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht da parte della socialdemocrazia
- Marzo 1919 – I Congresso della 3ª Internazionale
- Marzo-agosto 1919 – Repubblica Sovietica d'Ungheria (la partecipazione dei socialdemocratici la fa scoppiare)
- Aprile 1919 – Repubblica Sovietica di Baviera
- Marzo-aprile 1920 – 'Putsch' di Kapp/Lüttwitz e sollevamento della Ruhr
- Maggio 1920 – Tesi della Frazione Comunista Astensionista del PSI
- Luglio-agosto 1920 – II Congresso della 3ª Internazionale
“21 condizioni di ammissione”
- Agosto 1920 – Sconfitta dell'esercito rosso a Varsavia
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- Settembre 1920 – Occupazione delle fabbriche in Italia
- Dicembre 1920 – Fusione della 'sinistra' dell'USPD con il KPD
- Gennaio 1921 Fondazione del Partito Comunista d'Italia
- Gennaio 1921 – ‘'Lettera aperta' del KPD al SPD e ai sindacati
- Marzo 1921 – Fallimento della Azione di marzo in Germania
- Giugno-luglio 1921 – III Congresso della 3ª Internazionale
“conquista delle masse” (della maggioranza…)
- Dicembre 1921 – Risoluzione dell'Esecutivo dell'Internazionale Comunista:
“fronte unico politico”
- Gennaio 1922 – Tesi sula tattica del Partito Comunista d’Italia (Roma)
- Febbraio 1922 – I Esecutivo Allargato
- Aprile 1922 – Conferenza congiunta con l'Internazionale 2ª e la 2ª ½
- Giugno 1922 – II Esecutivo Allargato
“governo operaio”
- Agosto 1922 – sottomissione del PCC al Kuomintang
- Ottobre 1922 – Marcia su Roma
- Novembre 1922 – Progetto di Tesi presentato dal PC d’Italia al IV Congresso
- Novembre-dicembre 1922 - IV Congresso della 3ª Internazionale
“governo operaio e contadino”
- Gennaio 1923 – Occupazione francese della Ruhr
- Febbraio 1923 – Arresto dei dirigenti del PC de Italia, Togliatti è messo nella direzione del PCd’I dall’Internazionale
- Giugno 1923 – “Bolscevismo nazionale” in Germania
- Ottobre 1923 – Entrata dei ministri comunisti nei governi di Sassonia e Turingia (e scioglimento militare successivo)
- Gennaio 1924 – Morte di Lenin
- Giugno-luglio 1924 – V Congresso della 3ª Internazionale
“bolscevizzazione”
- Giugno 1924 – Assassinio di Matteotti e farsa dell'Aventino
- Aprile 1925 – Elezioni presidenziali di Hindenburg in Germania
- Gennaio 1926 – Tesi della Sinistra al III Congresso del Partito Comunista d’Italia (Lyon)
- Febbraio 1926 – VI Esecutivo Allargato
- Marzo 1926 – Tradimento della rivoluzione in Cina (massacro di Shanghai e Canton in 1927)
- Maggio 1926 – Tradimento dello sciopero dei minatori in Inghilterra (Comitato anglo-russo)
- Dicembre 1926 – VII Esecutivo Allargato
“socialismo in un solo paese”, sconfitta dell’opposizione russa
- Ottobre 1929 – Crollo del 29
- 1936, 1938 – Processi di Mosca
- Maggio 1937 – Eventi di maggio '37 durante la Guerra Civile Spagnola
- Settembre 1939 – Inizio della seconda guerra mondiale
- Maggio 1943 – Scioglimento formale della 3ª Internazionale
"Si limiteranno a maledire tutte le guerre e tutto ciò che riguarda la guerra, rivendicando il disarmo? Le donne di una classe oppressa veramente rivoluzionarie non accetteranno mai una funzione così vergognosa. Esse diranno ai loro figli: 'Presto sarai cresciuto. Ti daranno un fucile. Prendilo e impara a maneggiar bene le armi. È una scienza necessaria ai proletari:', no, non per sparare contro sui tuoi fratelli, sugli operai degli altri paesi, come accade in questa guerra e come ti consigliano di fare i traditori del socialismo, ma per combattere contro la borghesia del tuo paese, per mettere fine allo sfruttamento, alla miseria e alle guerre, non con le pie intenzioni, ma piegando la borghesia e disarmandola'." (Il programma militare della rivoluzione proletaria, Lenin, 1916).
“Il proletariato deve non soltanto opporsi a ogni guerra di tal natura, ma anche desiderare la disfatta del 'propio' governo e approfittarne per scatenare l'insurrezione rivoluzionaria, ove non riesca l'insurrezione per impedire la guerra" (Il programma militare della rivoluzione proletaria, Lenin, 1916).
"La nostra parola d'ordine deve essere: armare il proletariato per vincere, espropriare e disarmare la borghesia. (...) Solo dopo aver disarmato la borghesia il proletariato potrà buttare tra i ferri vecchi, senza tradire la sua funzione storica mondiale, tutte le armi, ed esso non mancherà di farlo, ma solo allora, e in nessun caso prima." (Il programma militare della rivoluzione proletaria, Lenin, 1916).
1917 - Rivoluzione russa
L'atmosfera patriottica e militarista all'inizio della guerra ha ridotto al minimo le possibilità di azione dei rivoluzionari, che sono stigmatizzati come responsabili della morte dei soldati per la loro posizione disfattista. Questa situazione di isolamento persiste fino a quando il ritorno costante dei figli in divisa all'interno di bare e la stanchezza dello sforzo bellico impongono un cambiamento.
Sono necessari tre anni dall'inizio della prima carneficina imperialista mondiale affinché si verifichi un'insurrezione sufficiente in risposta alla guerra, la rivoluzione di febbraio in Russia, in bilico tra l'impulso delle masse a porre fine alla guerra e le correnti borghesi favorevoli alla prosecuzione della guerra che organizzarono il complotto contro lo zar intenzionato a firmare una pace separata con la Germania (Lenin, Lettere da lontano, 1917).
Il Partito bolscevico, l'unico partito che si era distaccato molto tempo prima dall'opportunismo, attua la tattica di opposizione rivoluzionaria al Governo Provvisorio (Lenin, Tesi di aprile, 1917), che lo porta a prendere il potere nell'Ottobre del 1917.
La rivoluzione d'Ottobre è stata una rivoluzione politicamente proletaria perché ha significato il ritorno al marxismo integrale, la riorganizzazione dell'Internazionale, l'esercizio del potere della dittatura del proletariato e la proibizione dei partiti borghesi. Ha posto fine al massacro fratricida della classe operaia in Europa, che stava sanguinando, ed è stata l'inizio di un tentativo rivoluzionario comunista in tutta Europa e nel mondo. La rivoluzione d'Ottobre è quindi una rivoluzione politicamente proletaria, ma il cui compito economico è lo sviluppo del capitalismo in Russia, un compito che poteva essere superato solo integrandosi in un processo mondiale, con l'estensione della rivoluzione comunista in Europa e, in particolare, in Germania (Lenin, Sull'imposta in natura, 1921). La sconfitta della rivoluzione in Europa ha imposto il ritiro nel secondo dei suoi compiti: la costruzione del capitalismo in Russia. L'intervento di forze armate straniere e la formazione di eserciti bianchi da parte dei militari zaristi e anche da parte dei menscevichi e degli eseristi hanno notevolmente prosciugato le energie della Rivoluzione russa e, soprattutto, pesato come un macigno sulla possibilità di sostenere la rivoluzione in Europa, di estendere in Europa il tentativo di rivoluzione mondiale iniziato in Russia.
1918 - Fine della prima guerra mondiale
L'approccio profondamente internazionalista e antipatriottico della rivoluzione bolscevica si è concretizzato con il trattato di Brest-Litovsk nel marzo del 1918. Attraverso la cessione di una parte significativa del territorio russo, si è posto fine alla carneficina fratricida tra operai sul fronte orientale.
Oltre alla fraternizzazione sul fronte, i prigionieri di guerra tedeschi, trattati fraternamente dai bolscevichi, sono stati restituiti alla Germania. Una volta spezzata materialmente l'associazione demagogica di idee: i bolscevichi uccidono i vostri figli, si sono aperte le porte all'estensione della rivoluzione in Germania. Non passa molto tempo prima che si verifichino insurrezioni in Germania, come la rivolta di Kiel nel novembre del 1918, e nello stesso mese di novembre del 1918 termina la prima carneficina imperialista mondiale.
1918 - Fondazione del Partito Comunista di Germania (KPD)
Solo un mese dopo la fine della prima carneficina imperialista mondiale (4 anni dopo il fallimento della Seconda Internazionale), i comunisti in Germania si separano completamente dal punto di vista organizzativo dall'opportunismo, e la Lega Spartachista si trasforma nel Partito Comunista di Germania.
In questa separazione tardiva dall'opportunismo dal punto di vista organizzativo si trova una delle principali ragioni per cui l'incendio rivoluzionario che ha seguito alla fine della prima guerra mondiale in Europa non è riuscito a culminare con successo. La lezione fondamentale è la necessità di rompere con l'opportunismo – anche quando si è in netta minoranza – molto prima che si verifichi una situazione potenzialmente rivoluzionaria, altrimenti, quando i rivoluzionari si dotano dell'organizzazione necessaria – il Partito – i primi atti del dramma sono già trascorsi e l'opportunità è potenzialmente persa.
1919 - La socialdemocrazia: carnefice della rivoluzione
Nel corso del 1919 questa lezione trovò una serie di tragiche conferme. Nel gennaio del 1919, appena un mese dopo la fondazione del Partito Comunista Tedesco, i suoi due principali dirigenti sono assassinati su ordine del Partito Socialdemocratico Tedesco (SPD) dalle Freikorps.
La Repubblica Sovietica d'Ungheria, nata a marzo, è sabotata dall'interno dai socialdemocratici e liquidata nell'agosto del 1919.
La Repubblica Sovietica di Baviera è sconfitta dall'azione dell'esercito della Repubblica di Weimar (governata dal SPD) e dalle Freikorps.
La socialdemocrazia non solo assassina comunisti in Europa ma anche i menscevichi e gli eseristi organizzano eserciti bianchi all'interno della Russia.
La borghesia europea stava combattendo una sanguinosa battaglia a morte contro la nascente rivoluzione proletaria e la socialdemocrazia si presentò come il suo miglior agente.
1919 - Fondazione della Terza Internazionale
Coincidendo con la fine della prima guerra mondiale e con l'espansione dell'incendio rivoluzionario in Europa, nel marzo del 1919 viene fondata la Terza Internazionale a Mosca. Nel corso di soli sette anni dalla sua nascita nel 1919, quella che avrebbe dovuto essere l'organizzazione mondiale del proletariato rivoluzionario e che per un momento lo fu, percorse la parabola completa dall'errore tattico iniziale a una vera e propria deviazione tattica (“fronte unito politico”, 1922), deviazione tattica e programmatica (“governo operaio”, “governo operaio e contadino”, 1922), deviazione organizzativa (“bolscevizzazione”, 1924) per finire in un completo tradimento dei principi comunisti con la deviazione programmatica del “socialismo in un solo paese” nel 1926, che culmina il processo di degenerazione dell'Internazionale. Le lezioni della lotta della Sinistra Comunista Italiana contro questa degenerazione sono materiale indispensabile per la ripresa del movimento comunista rivoluzionario per l'abbattimento del regime borghese.
1920 - “Putsch” di Kapp/Lüttwitz e sollevamento della Ruhr
Per giustificare il sostegno del KPD al governo, si cerca di paragonare il putsch di Kapp/Lüttwitz del marzo 1920 all'episodio Kornilov durante la rivoluzione russa. Il confronto non ha fondamento poiché l'episodio Kornilov rappresentava una reale possibilità di restaurazione feudale nel contesto di una doppia rivoluzione, mentre il putsch di Kapp rappresentava solo una frazione della stessa borghesia, già classe dominante.
In risposta al putsch, si verificarono una serie di sollevamenti operai nella regione della Ruhr che tennero in scacco lo Stato tra marzo e aprile e furono duramente repressi dall'Esercito e dalle Freikorps sotto la direzione del SPD al potere.
Questo mette in luce le incertezze della tattica del KPD nel sostenere il governo contro il putsch quando avrebbe dovuto lanciarsi nel rovesciamento del governo come unico mezzo per abbattere anche i putschisti.
1920 - Tesi della Frazione Comunista Astensionista del PSI
Pochi mesi prima del II Congresso dell'Internazionale Comunista (dal 19 luglio al 7 agosto 1920), furono scritte le Tesi della Fazione Comunista Astensionista del PSI (1920), nel corso della conferenza della Fazione dell'8 e 9 maggio a Firenze.
Questo rappresenta l'unico contributo internazionale che si è adattato pienamente ai principi direttivi del corpo di tesi programmatiche e tattiche che sono emerse da tale congresso ed è un esempio di ciò che ci si aspettava da esso: un testo che stabilisse e consolidasse i principi e gli obiettivi del movimento comunista, che raccogliesse e esprimesse la critica alle diverse correnti ideologiche in contrasto con il marxismo e che stabilisse le norme di azione del partito su una scala non locale o contingente, ma mondiale e storica.
Le tesi sono, per la loro formulazione, una chiara piattaforma internazionale di rottura con l'opportunismo, una definizione dei principi rivoluzionari comunisti rispetto alle altre correnti e al programma tattico d'azione da sviluppare e anticipano e risolvono con successo i problemi che minacceranno il percorso del movimento comunista nei successivi anni immediati.
Nella prima parte, le Tesi ripercorrono i principi e gli obiettivi del comunismo enunciati nel Manifesto del Partito Comunista, persino con le stesse parole, come unica base per la costituzione del Partito Comunista. Si seguono le fasi dell'organizzazione della classe operaia fino a " l’organizzazione in partito politico che realizza la costituzione del proletariato in classe lottante per la sua emancipazione." (punto 6) e la chiara definizione dell'obiettivo dell'azione del Partito Comunista: "l’abbattimento violento del dominio borghese, la conquista del potere politico da parte del proletariato, l’organizzazione di questo in classe dominante." (punto 7). Riconoscendo le complessità del processo di trasformazione, si identifica chiaramente che il " termine di tale processo è la realizzazione completa: del possesso e dell’esercizio dei mezzi di produzione da parte di tutta la collettività unificata; della distribuzione centrale e razionale delle forze produttive nei vari rami della produzione; dell’amministrazione centrale da parte della collettività nella ripartizione dei prodotti." (punto 10), cioè un'economia non mercantile e il suo corollario: "l’abolizione delle classi sarà un fatto compiuto e lo Stato come apparecchio politico di potere sarà stato sostituito progressivamente dalla razionale amministrazione collettiva dell’attività economica e sociale." (punto 11).
Nella seconda parte, si passa alla critica delle diverse scuole chiaramente borghesi: l'idealismo filosofico (punto 2), il liberalismo e la democrazia borghese (punto 3), il riformismo, l'educazionismo e il gradualismo (punto 4), il nazionalismo e la difesa della patria (punto 5), il pacifismo (punto 6), l'utopismo (punto 7); o falsamente operaie: il cooperativismo (punto 9), l'autogestione e il sindacalismo corporativista o 'rivoluzionario', che considera il sindacato come l'organo sufficiente per la rivoluzione (punto 10, anche se senza rinunciare a rivendicare l'azione sindacale come campo necessario di una prima esperienza proletaria), il consigliarismo e la cogestione o qualsiasi forma di 'controllo operaio' prima del rovesciamento del potere, incluso l'ordinovismo gramsciano (punto 11), la nazionalizzazione o la municipalizzazione (punto 12) e il parlamentarismo (punti 13, 14 e 15), il sindacalismo corporativo, fascista o dannunziano (punto 16) e, infine, l'anarchismo identificato correttamente come un conservatore del capitalismo sul piano economico e come un disfattista della rivoluzione sul piano politico (punto 17).
Nella terza parte, si presenta il sistema di norme tattiche: vengono respinti sia il fatalismo che il volontarismo (punto 1), si concepisce un partito non nazionale ma internazionale (punto 2) e si anticipa l'approccio corretto riguardo alla necessaria influenza del Partito sulle vaste masse per intraprendere l'azione, senza cadere in formulazioni ambigue di carattere aritmetico o democratico: "Criterio sull’opportunità di eseguire azioni rivoluzionarie è la valutazione obiettiva delle forze proprie e di quelle avversarie, nei loro complessi coefficienti di cui il numero non è l’unico né il più importante." (punto 3). È vitale la definizione delle condizioni di azione dei comunisti negli organi formati esclusivamente dai proletari (punto 5), il rifiuto di entrare in qualsiasi istituzione o associazione "nelle quali proletari e borghesi partecipano allo stesso titolo" (punto 6). Si esprime il rifiuto della tattica parlamentare (punto 7) e della sua variante municipalista (punto 8), per ribadire la necessità di diffondere lo scopo rivoluzionario (punto 9), portando anche la propaganda nelle file dell'esercito (punto 10) e preparando una rete di informazione e armamento che prepari il Partito a agire come stato maggiore del proletariato (punto 11). Infine, viene condannato il fronte unico politico, persino con correnti che accettano l'azione insurrezionale "ma ne divergano nel programma di azione posteriore." (punto 12), la precisa relazione tra i soviet e il Partito (punto 13), per concludere con una chiara distanza da quella che sarà chiamata 'tattica dell'offensiva', stabilendo come compito specifico del partito "combattere tanto coloro che col precipitare ad ogni costo l’azione rivoluzionaria potrebbero spingere il proletariato al disastro, quanto gli opportunisti che sfruttano le circostanze che sconsigliano l'azione a fondo per creare arresti definitivi nel moto rivoluzionario, disperdendo verso altri obbiettivi l'azione delle masse, che invece il partito comunista deve sempre più condurre sul terreno della efficace preparazione alla immancabile, finale lotta armata contro le difese del principio borghese." (punto 14).
1920 - II Congresso della III Internazionale
Riunitosi in luglio-agosto 1920, il II Congresso è considerato il vero congresso costitutivo dell'Internazionale.
Le questioni teorico-tattiche sono affrontate nel contesto del marxismo nelle Tesi del II Congresso, senza pregiudizio per il fatto che "Forse meglio sarebbe stato il congresso, anziché seguire la disposizione di argomenti che seguì nelle varie tesi, tutte teorico-tattiche, avesse fissato le basi fondamentali della concezione teorica programmatica comunista, sulla cui accettazione si dovrebbe fondare primieramente l’organizzazione di tutti i partiti aderenti; e quindi avesse formulato le fondamentali norme di azione di fronte al problema sindacale, agrario, coloniale, ecc. ecc., alla cui osservanza disciplinata sono impegnati tutti gli aderenti." (Partito e Azione di Classe, 1921).
In esso sono state approvate le condizioni di ammissione, in cui ha avuto un ruolo di rilievo il rappresentante della Frazione Comunista Astensionista al Congresso. Il loro senso generale è chiaro e si riassume nella 21ª condizione: "I membri del partito che rifiutino in via di principio le condizioni e le tesi elaborate dall’Internazionale Comunista debbono essere espulsi dal partito. Lo stesso vale specialmente per i delegati ai congressi straordinari". Il rappresentante della Sinistra italiana difenderà a Mosca che: "Nei confronti del programma non esiste disciplina. O lo si accetta o non lo si accetta; e in quest’ultimo caso si lascia il partito. Il programma è qualcosa di comune a tutti, non qualcosa di proposto dalla maggioranza dei compagni.
Tuttavia, nonostante gli sforzi della Sinistra, il testo finale di tali condizioni d'ammissione includeva una serie di eccezioni (le 'particolari condizioni del loro paese' nella formulazione del programma della condizione di ammissione 15ª, il quando tali decisioni siano possibili della 16ª e le eccezioni della 20ª) che si configurarono come altrettante porte secondarie per l'ingresso dell'opportunismo.
In questo stesso II Congresso furono approvate anche le Tesi sulla questione nazionale e coloniale. In queste si raccoglieva la tattica che i comunisti e i loro partiti devono seguire nei Paesi in cui la rivoluzione antifeudale e/o anticoloniale era ancora in corso. Nello sviluppo del Partito Comunista Cinese (fondato nel 1921 e sottomesso al Kuomintang nel 1922) si possono vedere le nefaste conseguenze della trasgressione dei limiti di tale tattica e, in particolare, le conseguenze del sacrificio della completa autonomia organizzativa dell'organizzazione comunista.
Va ricordato che al II Congresso furono erroneamente ammesse a partecipare correnti non marxiste come l'anarcosindacalista A. Pestaña, delegato della CNT spagnola.
Rispetto alla discrepanza tattica riguardo alla tattica del parlamentarismo rivoluzionario in relazione alla tattica dell'astensionismo rivoluzionario, è necessario ricordare alcuni punti fondamentali:
- Non vi è alcuna discrepanza teorico-programmatica tra i bolscevichi e la Sinistra: il parlamento borghese deve essere abbattuto e sostituito dalla dittatura del proletariato. Le proprie tesi dell'Internazionale prevedono il boicottaggio del parlamento, i bolscevichi boicottarono il parlamento in diverse occasioni.
- Al contrario, coloro che si aggrappavano e si aggrappano oggi al titolo della tattica bolscevica sono in realtà per la difesa del parlamento borghese e non difendono né concepiscono il suo abbattimento e la sua sostituzione con la dittatura del proletariato. Dietro l'apparente accordo di queste correnti con il titolo tattico si nasconde sempre una divergenza teorico-programmatica di fondo con la posizione bolscevica.
- La Sinistra ha sempre sostenuto che la divergenza fosse tattica, dando la priorità alla necessità del centralismo internazionale sull'astensionismo, attendendo dalla propria esperienza la correzione della tattica a livello internazionale, rifiutando di ottenerla attraverso le "condizioni speciali" ingannevoli, l'inganno o l'astuzia organizzativa: "l'astensionismo che cerchiamo di far passare dalla porta, non deve entrare dalla finestra" (Elezioni, 1921).
- La Sinistra non basava il proprio astensionismo sulle "difficoltà" della tattica proposta dai bolscevichi, ma sulla convinzione che quella tattica avrebbe condotto i partiti comunisti sulla strada dei partiti socialdemocratici, nonché che sotto la loro protezione si sarebbero rifugiati tutti coloro che rifiutavano la rivoluzione violenta, accettandola solo di parole.
- Cento anni dopo, possiamo affermare senza ombra di dubbio che la storia ha dimostrato che l'errore tattico del parlamentarismo rivoluzionario nel capitalismo maturo non solo non ha fatto saltare in aria alcun parlamento borghese, ma è stato parte del meccanismo di costrizione dei nascenti partiti comunisti nella camicia di forza del parlamento borghese.
1920 - Sconfitta dell'Esercito Rosso alle porte di Varsavia
Quando l'Esercito Rosso riuscì a controllare sufficientemente la situazione all'interno della Russia, arrivò troppo tardi per sostenere le rivolte avvenute in Europa (gennaio 1919 e all'inizio del 1920).
La sconfitta dell'Esercito Rosso alle porte di Varsavia nell'agosto 1920 segnò un punto di inflessione nelle possibilità rivoluzionarie in Europa e l'inizio del suo riflusso.
(La pubblicazione di questa serie, iniziata su “El Comunista” nº71 come risultato del lavoro di studio collettivo dell'assemblea generale dell'agosto 2023, continuerà nei prossimi numeri della rivista)