Sommario Per il Comunismo n.7 

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VITA DEL PARTITO: RIUNIONE GENERALE DI AGOSTO 2024

 


Durante la seconda settimana di agosto si è tenuta una riunione generale del Partito, con partecipazione di militanti e simpatizzanti provenienti dal Venezuela, dal Cile, dalla Spagna e dall'Italia. L’approccio della riunione generale ha avuto come scopo di studiare lo sviluppo dalle origini della Sinistra, attraverso la sua lotta contro la degenerazione dell'IC, la scissione del 1952 (vera ricostituzione del Partito su solide basi marxiste), la lotta che ha portato al corpo di Tesi del 1965-66, gli errori tattici che ne sono seguiti sulla questione sindacale e la successiva sbandata che ha portato al processo degenerativo della direzione del Partito tra il 1972 e il 1982 noto come nuovo corso. La versione integrale delle relazioni scritte lette e commentate durante l'incontro sarà pubblicata sulla stampa del Partito nei prossimi numeri, nonostante i brevi estratti di citazioni che vengono riprodotti sinteticamente in questo resoconto.

La domenica della settimana precedente è stata la data di arrivo della maggior parte dei compagni nella sede della riunione ed è stata destinata alle questioni logistiche generali.

La prima sessione (mattina del primo giorno) si è approcciato il piano della riunione e si è dato inizio allo studio della selezione di scritti della Sinistra (1912-1917) estratti dal materiale associato al primo volume della Storia della Sinistra.

La seconda sessione (pomeriggio del primo giorno) è proseguita con lo studio della lotta contro la degenerazione dell'Internazionale, utilizzando la linea temporale estesa che è stata preparata nella riunione generale dell'agosto 2023 e che viene pubblicata sulla stampa del Partito (vedere “Per il Comunismo” nº5 e la pagina 2 del presente numero).

La terza sessione (mattina del secondo giorno) è stata dedicata alla autentica ricostituzione del Partito nel 1952 e alle ragioni che hanno portato alla rottura con la deviazione democratico-attivista che sosteneva, tra l'altro, la partecipazione alle elezioni parlamentari, il meccanismo democratico all'interno del Partito, la libertà di innovazione teorica, la negazione dell'azione sindacale, il rifiuto della parola d'ordine dell'anonimato, la teoria della decadenza graduale del capitalismo e di una presunta nuova classe dominante in Russia (la burocrazia). Lo studio, il cui resoconto completo sarà pubblicato sulla stampa del Partito, è stato realizzato raccogliendo il materiale pubblicato su Battaglia Comunista, che in quel momento era la rivista del Partito. Nella stessa seduta si è studiato uno dei testi su cui il Partito basò la sua attività da allora in poi, la sintesi della Riunione di Roma del 1951, intitolata “Teoria e azione nella dottrina marxista”.

La quarta sessione (pomeriggio del secondo giorno) è stata dedicata a una sessione di lavoro generale in cui è stata organizzata la distribuzione dei compiti tra i partecipanti alla riunione; compiti relativi alla digitalizzazione dell'archivio, alla preparazione della sessione di revisione della stampa borghese, alla preparazione e traduzione di articoli, alla preparazione di stand per la propaganda alle manifestazioni, alla preparazione di libri da pubblicare, alla preparazione di materiale autopubblicato per le letture della riunione, al completamento di alcune sezioni del sito web, ecc. Sessioni simili sono state ripetute al termine delle letture della quinta, sesta e settima sessione.

La quinta sessione (mattina del terzo giorno) è stata dedicata alla presentazione dei dati dell'economia capitalista e della raccolta della stampa borghese a livello internazionale, da parte di alcuni compagni che si coordinano per questo compito: “Il partito compie oggi un lavoro di registrazione scientifica dei fenomeni sociali, al fine di confermare le tesi fondamentali del marxismo. Analizza, confronta e commenta i fatti recenti e contemporanei. Ripudia l'elaborazione dottrinale che tende a fondare nuove teorie o a dimostrare l'insufficienza della dottrina nella spiegazione dei fenomeni.” (Tesi caratteristiche, 1951).

La sesta sessione (pomeriggio del terzo giorno) si è svolta in parte al di fuori della sala di riunioni del partito, in quanto abbiamo partecipato a un'assemblea sindacale in cui i compagni del Venezuela e del Cile hanno spiegato lo svolgimento della loro attività sindacale. Questa spiegazione – che ha dato luogo a una conversazione chiarificatrice tra i presenti – si è svolta come parte dello sviluppo dell'assemblea stessa, in cui sono state presentate e valutate, come avviene settimanalmente, le situazioni sindacali e la distribuzione dei compiti per focalizzarle. Questa sessione si è conclusa con la visione del video-documentario “Alternativa al sistema mercantile-capitalista”, a cui hanno partecipato militanti, simpatizzanti e contatti.

La settima e l'ottava sessione (mattina e pomeriggio del quarto giorno) sono state dedicate interamente allo studio attraverso lettura e commento delle Tesi caratteristiche (1951). Le Tesi, dopo aver richiamato il programma di Livorno, stabiliscono i compiti del Partito in continuità con quelli enunciati nelle Tesi di Lione (1926): “Compiti egualmente necessari del partito prima, durante e dopo la lotta armata per il potere sono la difesa e diffusione della teoria del movimento, la difesa e il rafforzamento della organizzazione interna col proselitismo, la propaganda della teoria e del programma comunista, e la costante attività nelle file del proletariato ovunque questo è spinto dalle necessità e determinazioni economiche alla lotta per i suoi interessi.” (Tesi caratteristiche, 1951). Le Tesi forniscono, insieme al testo studiato nella terza sessione, una guida sicura nella tattica sindacale del Partito (affrontata alla luce del processo di integrazione sindacale avviato dal fascismo e mantenuto dopo la seconda guerra mondiale), ribadiscono la posizione anti-personalista del Partito (“attività politica, aliena al massimo da arrivismi e apologismi di persone”) e la sua posizione anti-revisionista: “Lo sviluppo del capitalismo dalla sua nascita ad oggi ha confermato e conferma i teoremi del marxismo, quali sono enunciati nei testi, ed ogni pretesa «innovazione» o «insegnamento» di questi ultimi trent'anni conferma solo che il capitalismo vive ancora e che deve essere abbattuto. Il centro, quindi, dell'attuale posizione dottrinaria del movimento è questo: nessuna revisione dei princìpi originari della rivoluzione proletaria.” (Tesi caratteristiche, 1951).

Le Tesi studiano in profondità le tre ondate di degenerazione opportunista (revisionismo socialdemocratico, fallimento della Seconda Internazionale, degenerazione dell'IC e del suo prodotto: lo stalinismo), tirandone le lezioni tattiche e organizzative, e ribadendo: “Per accelerare la ripresa di classe non sussistono ricette bell'e pronte. Per fare ascoltare ai proletari la voce di classe non esistono manovre ed espedienti, che come tali non farebbero apparire il partito quale è veramente, ma un travisamento della sua funzione, a deterioramento e pregiudizio della effettiva ripresa del movimento rivoluzionario, che si basa sulla reale maturità dei fatti e del corrispondente adeguamento del partito, abilitato a questo soltanto dalla sua inflessibilità dottrinaria e politica.” (Tesi caratteristiche, 1951).

La nona sessione (mattina del quinto giorno) è stata dedicata a un'introduzione al corpo di Tesi del 1965-66 con una spiegazione dettagliata delle due deviazioni contro cui sono dirette le Considerazioni sull'organica attività del partito quando la situazione generale è storicamente sfavorevole (1965), le Tesi sul compito storico, l'azione e la struttura del partito comunista mondiale, secondo le posizioni che da oltre mezzo secolo formano il patrimonio storico della sinistra comunista (Tesi di Napoli, 1965)  e le Tesi supplementari sul compito storico, l'azione e la struttura del partito comunista mondiale (Tesi di Milano, 1966). Cioè, da un lato, contro la deviazione attivista-democratica che dette origine all’attuale “Rivoluzione comunista” nel 1964 e, dall'altro, contro la deviazione mistico-umanistoide che darà origine a “Invariance” (1967) e il cui testo fondazionale è Origine e funzione della forma partito.

Durante questa sessione, si sono lette le Considerazioni sull'organica attività del partito quando la situazione generale è storicamente sfavorevole (1965) che, dopo aver descritto la crudezza della situazione sfavorevole, ribadiscono in seguito che “Rivendichiamo dunque tutte le forme di attività proprie dei momenti favorevoli nella misura in cui i rapporti reali di forze lo consentono” e che “nessun militante odierno può inferire il diritto ad una scelta: di avere le carte in regola col "partito storico", e infischiarsi del partito formale”.

La decima sessione (pomeriggio del quinto giorno) è stata dedicata alla lettura e commento delle Tesi sul compito storico, l'azione e la struttura del partito comunista mondiale, secondo le posizioni che da oltre mezzo secolo formano il patrimonio storico della sinistra comunista (1965), note come Tesi di Napoli.

Le Tesi si battono simultaneamente contro la mistificazione democratica e la mistificazione idealista-umanistoide. A modo di esempio, nel 7° punto, dopo aver rivendicato il materialismo dialettico e il determinismo economico, si rivendica il superamento del meccanismo democratico: “la via da percorrere era solo quella che nel processo storico ci avesse sempre più liberati del letale meccanismo democratico, non solo nella società e nei vari corpi che si organizzano in seno a questa, ma nel seno della stessa classe rivoluzionaria e soprattutto in quello del suo partito politico”  e subito poi si lancia una frecciata al tentativo di approcciare questo risultato da un punto di vista mistico-umanistoide: “Questa aspirazione della Sinistra, che non si può ricondurre ad una intuizione miracolosa o ad un illuminismo razionale di pensatori, ma che si è contessuta negli effetti di una catena di lotte reali violente sanguinose e spietate anche quando si sono chiuse con la sconfitta delle forze rivoluzionarie, ha le sue tracce storiche in tutta la serie delle manifestazioni della Sinistra”. Contro entrambe le deviazioni si ribadisce che le posizioni del Partito non provengono da “scoperte di inutili geni o solenni risoluzioni di congressi «sovrani»".

Le tesi chiariscono la confusione generata dagli autori di Origine e funzione intorno al termine tedesco Gemeinwesen, ponendo la questione dello Stato al suo posto: “La questione teorica dopo Lenin non ha bisogno di ulteriori chiarimenti. (…) la dittatura rivoluzionaria è un vero Stato munito di forze armate, di polizia repressiva e di una giustizia in forme politiche e terroristiche che non si lega le mani con tranelli giuridici. (…)”.

Le Tesi ricordano anche che “La prima verità che l'uomo potrà conquistare è la nozione della futura società comunista” e che questa conoscenza è nel programma della rivoluzione proletaria, soprattutto in senso negativo “la società futura, che noi ben conosciamo, in quanto abbiamo bene individuato i tessuti ed i gangli della esosa società presente che la rivoluzione dovrà travolgere”, ma avvertono tassativamente che “tali sviluppi non possono essere adoperati a spiegare come gradatamente si afferma il modo di vivere del partito libero dall'opportunismo, che è contenuto nel centralismo organico e non può sorgere da una «rivelazione».”.

Le Tesi ribadiscono anche che “nel partito si possa tendere a dare vita ad un ambiente ferocemente antiborghese, che anticipi largamente i caratteri della società comunista” ricordando allo stesso tempo che “il partito è al tempo stesso un fattore ed un prodotto dello svolgimento storico delle situazioni, e non potrà mai essere considerato come un elemento estraneo ed astratto che possa dominare l'ambiente circostante, senza ricadere in un nuovo e più flebile utopismo” e che la nostra aspirazione “non potrà essere ridotta a considerare il partito ideale come un falansterio circondato da invalicabili mura”.

Le Tesi di Napoli finiscono così: “Il partito persevera nello scolpire i lineamenti della sua dottrina, della sua azione e della sua tattica con una unicità di metodo al di sopra dello spazio e del tempo. Tutti coloro che dinanzi a queste delineazioni si trovano a disagio hanno a loro disposizione la ovvia via di abbandonare le file del partito. (…) Chi vedendo il partito proseguire per la sua chiara strada, che si è tentato di riassumere in queste tesi da esporre alla riunione generale di Napoli, luglio 1965, non si sente ancora a tale altezza storica, sa benissimo che può prendere qualunque altra direzione che dalla nostra diverga. Non abbiamo da adottare nella materia nessun altro provvedimento”.

L'undicesima sessione (mattina del sesto giorno) è stata dedicata allo studio delle Tesi supplementari sul compito storico, l'azione e la struttura del partito comunista mondiale (1966), note come Tesi di Milano, tesi che aggiungono una serie di punti complementari che sviluppavano come caratteristiche fondamentali dell'opportunismo “preferire una via più breve più comoda e meno ardua a quella più lunga più disagiata ed irta d’asprezze”, “appaiare il peggiore tralignamento dai principi del partito ad una ostentata ammirazione per i testi classici, per il dettato e l’opera dei grandi maestri e dei grandi capi”; riaffermavano che “nel partito non vi sono concorsi nei quali si lotti per raggiungere posizioni più o meno brillanti o più in vista” ricordando che “abusare dei formalismi di organizzazione senza una ragione vitale è stato e sarà sempre un difetto ed un pericolo sospetto e stupido” così come ribadivano la nostra posizione anti-personalista di sempre e la determinazione del Partito di: “liberarsi per sempre dalla spinta traditrice che sembrava emanare da uomini illustri, e dalla funzione spregevole di fabbricare, per raggiungere i suoi scopi e le sue vittorie, una stupida notorietà e pubblicità per altri nomi personali”.

Fermo restando che i materiali fondamentali sono quelli pubblicati in quanto tali e che la corrispondenza storica tra compagni ha un carattere complementare, lo studio è stato ricapitolato con la lettura di una lettera del 1952 e di un'altra del 1964 che contengono suggestive espressioni che hanno poi trovato la loro redazione finale nelle Tesi studiate.

Per quanto riguarda il divieto di nuovo sviluppo teorico:

  • “(…) dopo aver ben chiarito in cento occasioni che senso ha il lavoro teorico del partito, fondamentale, incessante, collettivo, ma non intellettuale e personale, si VIETA ai singoli militanti di trovare fatti che contrastano con la teoria che da un secolo possediamo. Questo lavoro lo facciano i nemici.

La nostra teoria è un'arma della classe e non una esplicazione della ciarlatanesca corsa verso il Vero del pensiero dell'uomo. Essa si forgia integrale per servire a tutta un'epoca storica, ad un ciclo di classe.

A 9999 su diecimila militanti non tocca aggiungere nulla e nemmeno controllare nulla, ma diffondere i canoni e risultati comuni. Nessuno deve avere la velleità di elaborare da dati nuovi, nuovi capitoli e peggio correzioni a versetti dei vecchi.

Vediamo calibri come Engels, Lenin, Trotzky avere dedicato lunghe pazienti redazioni a ripetere e riesporre la dottrina di partenza scartando ogni diritto di altri cercatori borghesi ed opportunisti a contrapporre nuovi dati storici economici, non possiamo ammettere che qualche pivelloide di 20 o 80 anni pretenda di scoprire del nuovo.” (Lettera di 1952).

  • “Appunto non essendo sacerdoti dell'augusto vero ma marxisti dialettici (…). Oggi bisogna battere su questo intellettualismo peripatetico che è uno dei palesi sintomi della situazione generale antirivoluzionaria ed opportunistica. Non potendo dosare la stretta al milligrammo, irrigidire senza pietà piuttosto che correre il rischio di allentare.” (Lettera di 1952).

Per quanto riguarda la necessità di sviluppo della rete di lotta sindacale e l'influenza del Partito su di essa:

  • “Bisogna tendere ad arrivare alla rete generale economico sindacale: se no niente, nemmeno lontana futura affermazione del partito e niente probabilità rivoluzionaria. (…) La lotta è il mezzo, la rete è il fine, fine mediato per arrivare alle condizioni in cui la più squisita rete politica entra in azione.” (Lettera di 1952).
  • “L'autonomia di cui mi appago è formale, statutaria, burocratica nel senso che è sancita dagli statuti scritti. Cade se in questi è detto: "l'organizzato va alla messa la domenica, o subordina i suoi interessi alla produzione nazionale e alla potenza della patria". Non cade se lo statuto dice nudamente: "ogni lavoratore salariato è ammesso nel sindacato". E soprattutto se gli operai lo credono e se in massa sono lì, non altrove.” (Lettera di 1952).

Per quanto riguarda la lotta contro il personalismo e la rivendicazione dell'irrinunciabile centralismo:

  • “È vero che il partito non è omogeneo se per tenerlo insieme bisogna far ricorso alla ammirazione per il grande X. Dato che io sia un capo geniale, è proprio senza capo geniale che deve funzionare il partito quale sempre lo abbiamo pensato. (…) Quindi basta coi nomi e coi miti fatti di nomi. Male quindi che i compagni non siano educati a capire che non è un argomento decente quello che dice: X pensa così.” (Lettera di 1964).
  • “L'altro male è che la disciplina al centro sia condizionabile dalle opinioni o dalla stima del compagno singolo sulla persona di quello che al centro è addetto. Se il centro è Z o Pinco Pallino non si obbedisce quando si pensi che Z è in gamba, ma si obbedisce e stop. Questo è il centralismo. E quello di Vladimiro pesava una tonnellata se il mio pesa un grammo, stanne sicuro. Fuori da questo non vi è che pagliacciata e convinzione che il partito sia una specie di concorso letterario a premi.” (Lettera di 1964).

È stato inoltre ricordato che per noi la nostra disciplina ha un limite, al di fuori del quale perde ogni senso, come ricordato nelle proprie Tesi di Napoli (1965): “(…) quelle Centrali internazionali e nazionali erano sulla via della deviazione e del tradimento; secondo la teoria di sempre della Sinistra, è questa la condizione che deve togliere loro ogni diritto ad ottenere in nome di una disciplina ipocrita la cieca obbedienza della base.” (Tesi di Napoli, 1965).

Questa concezione della disciplina si trova in numerosi testi fondamentali della Sinistra:

“Alla base del rapporto fra militante e partito vi è un impegno; di tale impegno noi abbiamo una concezione che, per liberarci dell'antipatico termine di contrattuale, possiamo definire semplicemente dialettica. Il rapporto è duplice, costituisce un doppio flusso a sensi inversi, dal centro alla base e dalla base al centro; rispondendo alla buona funzionalità di questo rapporto dialettico l'azione indirizzata dal centro, vi risponderanno le sane reazioni della base.

Il problema quindi della famosa disciplina consiste nel porre ai militanti di base un sistema di limiti che sia l'intelligente riflesso dei LIMITI posti all'azione dei capi. Abbiamo perciò sempre sostenuto che questi NON DEBBONO AVERE LA FACOLTÀ in importanti svolti della congiuntura politica DI SCOPRIRE, INVENTARE E PROPINARE PRETESI NUOVI PRINCIPI, NUOVE FORMULE, NUOVE NORME PER L'AZIONE DEL PARTITO.

È nella storia di questi COLPI A SORPRESA che si compendia la storia vergognosa dei tradimenti dell'OPPORTUNISMO.” (Forza, violenza, dittatura nella lotta di classe, 1947).

La dodicesima sessione (pomeriggio del sesto giorno) iniziò con lo studio della deviazione nel piano sindacale che si sviluppò tra il 1966 e il 1971 nel Partito attribuendo un presunto carattere “di classe” alla C.G.I.L. e nella formazione di “comitati di difesa del sindacato di classe” al suo interno a partire dal 1970. Ciò si scontrava frontalmente con la caratterizzazione della C.G.I.L. (con la “i” di Italia, in contrapposizione alla C.G.L. degli anni Venti) realizzata dal Partito.: “non possono mascherare il fatto che anche la Confederazione che rimane coi socialcomunisti di Nenni e Togliatti non si basa su di una autonomia di classe. Non è una organizzazione rossa, è anche essa una organizzazione tricolore CUCITA SUL MODELLO MUSSOLINI.” (Le scissioni sindacali in Italia, 1949).

Questa deviazione fu la sfortunata preparazione alla sbandata verso l'altro estremo con la quale fu istituita una autentica rinuncia alle impostazioni sindacali del Partito sulla questione sindacale, esposte nelle Tesi caratteristiche (riunione di Firenze, 1951) e in Teoria e azione nella dottrina marxista (riunione di Roma, 1951). In effetti, le “Tesine sindacali” (pubblicate come “il partito di fronte alla questione sindacale” ne “il programma comunista” nº3/1972) contengono posizioni spontaneiste e antisindacali che implicano una revisione delle impostazioni del Partito e che sono alla base degli errori tattici successivi.

Il resto della sessione è stato dedicato all'analisi e all'illustrazione della fisionomia del processo degenerativo che prese la direzione del Partito dai due centri dell'organizzazione formale (in Italia e in Francia) tra il 1972 e il 1982, noto come nuovo corso, attraverso la lettura della relazione preparata per la pubblicazione sulla stampa del Partito (vedere questo numero di “Per il Comunismo”, pagina 20).  

La tredicesima sessione (mattina del settimo giorno) è stata dedicata ai primi tentativi di riorganizzazione internazionale del Partito da parte delle sezioni che si erano opposte a questo nuovo corso (leggendo l'articolo pubblicato nel primo numero della ripresa della rivista del Partito “El Comunista”, nel maggio 1983) e la successiva esplosione in serie e il susseguente processo di cannibalismo tra le varie correnti che avevano incarnato la degenerazione del nuovo corso e che attualmente pubblicano le riviste “le Prolétaire”, “il Comunista” (exCombat) e “il Programma Comunista”, utilizzando a tal fine la relazione pubblicata su “Per Il Comunismo” n. 6.

Dopo lo studio dettagliato delle crisi precedenti, una conclusione si impone chiaramente. Nel 1952 e nel 1964 il Partito aveva respinto le deviazioni attivistiche. Nel 1972-82, la situazione si era capovolta ed era l'attivismo a dirigere l'organizzazione e a consumare la distruzione della linea storica del Partito dall'interno.

Nella quattordicesima e la quindicesima sessioni sono stati fatti il bilancio dell'attività del Partito e il piano di attività, un programma di lavoro e un coordinamento internazionale fino alla prossima riunione generale: La organizzazione internazionale, eliminando tutte le vestigia del federalismo della vecchia Internazionale, deve assicurare il massimo di centralizzazione e di disciplina. Questo processo si svolge tuttora attraverso le difficoltà derivanti dalle differenti condizioni dei vari paesi e dalle tradizioni dell’opportunismo. Esso si risolverà efficacemente non con espedienti meccanici, ma con la realizzazione di una effettiva unità di metodo, che ponga in evidenza i caratteri comuni all’azione dei gruppi di avanguardia del proletariato nei vari paesi.” (Tattica dell’Internazionale Comunista nel progetto di tesi presentato dal PC d’Italia al IV Congresso Mondiale, Mosca 1922)

Durante il tempo di svolgimento della riunione, così come attraverso le relazioni presentate alla riunione di bilancio, sono state scambiate esperienze e valutazioni dell'attività sul piano sindacale a partire dalla riunione generale dell'agosto scorso, che ha visto la partecipazione e l'organizzazione di scioperi da parte di militanti del Partito nelle aziende di teleoperazione, in vari musei e nel settore della caffetteria in Spagna, così come nell'insegnamento e nei lavoratori “non richiesti” nelle aziende di base del Venezuela.

Fin dalla precedente riunione generale, nel programma delle sessioni di studio internazionali si sono alternate sessioni settimanali di revisione dei dati economici e di monitoraggio della stampa borghese a letture collettive, che in questo periodo comprendevano: “Anti-Dühring: Parte terza (Socialismo)”, completando la lettura del libro iniziata nel periodo precedente, Prefazione al testo “Socialismo utopico e socialismo scientifico”, “Forza, violenza, dittatura nella lotta di classe” (1947) e “Proprietà e capitale” (1948).

Si è anche proseguito a portare avanti il lavoro di traduzione e ripubblicazione di vari libri del marxismo e della Sinistra, sono state realizzate delle prese di posizione del Partito, diffuse in manifestazioni e per via telematica, sono stati allestiti stand con libri e riviste il primo maggio in diversi luoghi in Spagna, Italia, Cile e Venezuela.

Dalla riunione dell'agosto scorso, i militanti del partito si sono occupati anche della realizzazione di presentazioni di formazione marxista – che si realizzano da anni all'interno di un ciclo annuale – come “Origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato”, “100 anni della rivoluzione d'ottobre”, “La rendita fondiaria”, “Sviluppo del capitalismo dalla seconda guerra mondiale”, “8 marzo giorno della donna proletaria”, “Teoria marxista della moneta”, “Giornate di maggio: dalla vittoria proletaria alla sconfitta per mano dell'antifascismo”, “Caduta tendenziale del saggio di profitto”, “Sconfitta della rivoluzione proletaria cinese” in diverse località, nelle sedi sindacali e con il collegamento di compagni dall'Italia, dal Cile, dal Venezuela e dal Nicaragua.

Nel corso della riunione si è data continuità al “(…) formarsi sempre più deciso del nostro metodo di lavoro, che attraverso uno sforzo non breve né facile mira – con la liquidazione irrevocabile di ogni residuo di manie per le manovre, gli intrighi e gli alterni schieramenti di falsi gruppetti politici che divorziano e patteggiano a catena, e che in nessun avvenire ci troveranno sul loro cammino – a conciliare il convinto lavoro di tutti, nessuno escluso, con l’assoluta omogeneità di indirizzo e di posizione ideologica e politica e la massima uniformità di intonazione, avendo posta per chiunque, noto od ignoto, la pietra tombale sul vecchio mefitico diritto di lanciare incautamente in circolazione, senza controllo, fesserie improvvisate, pescate in disturbi dell’associazione nervosa, quando no nel fondo del fiasco.

Il nostro lavoro è un’organica costruzione e ricostruzione con materiali tratti da prove e ricognizioni antichissime, messi alla dura prova della continuità e della coesione.” (Sommario del Rapporto alla Riunione di Firenze, 25-26 gennaio 1958).

 

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