VITA DEL PARTITO
In agosto si è tenuta per due settimane una riunione generale del Partito con la partecipazione internazionale di membri delle varie sezioni e di un numero considerevole di simpatizzanti.
Il tema principale dell'incontro è stato lo studio della degenerazione dell'Internazionale Comunista attraverso una selezione di testi che, pur non includendo ovviamente molti testi altrettanto importanti, illustra:
- Le precedenti esperienze della Sinistra nella sua lotta all'interno del PSI: Per l'intransigenzia di pensiero (1913), Partito Socialista e organizzazione operaia (1913), Dal principio al metodo (1913), Per la concezione teorica del socialismo (1913), Il socialismo meridionale e le “questioni morali” (1912), Organizzazione e partito (1913), Democrazia e socialismo (1914) e Humanitas (1917).
- La piattaforma internazionale di rottura con l'opportunismo difesa dalla sinistra: Tesi della Frazione Comunista Astensionista del PSI (1920).
- L'adesione e l'approfondimento della sinistra alle tesi del 2° Congresso: Partito e classe (1921) e Partito e azione di classe (1921).
- Il primo posizionamento completo contro l'inizio della serie di errori tattici: Tesi sulla tattica del Partito Comunista d'Italia, di Roma (1922).
- Le manifestazioni interne ed esterne della degenerazione dell'Internazionale: Il pericolo opportunista e l'Internazionale (1925) e La politica dell'Internazionale (1925).
- Il bilancio di questa degenerazione al momento del suo culmine: lettera a Korsch (1926) e l'intervento nel VI Esecutivo Allargato (1926).
- La difesa delle lezioni del bilancio, a quarant'anni di distanza: La struttura organica del Partito è l'altra faccia della sua unità di dottrina e di programma (1965) e La continuità di azione del partito sul filo della tradizione della Sinistra (1966).
Per quanto riguarda lo studio della teoria economica marxista, sono state approfondite le seguenti parti del Capitale:
- Un'introduzione generale ai tre libri e alla loro struttura in sezioni e capitoli, così come una lettura delle prefazioni.
- Studio dettagliato del primo capitolo del Libro I, dedicato alla merce.
- Studio della Sezione III del Libro III, dedicata alla tendenza decrescente del saggio di profitto.
Nella sezione dedicata allo studio del corso del capitalismo, sono state svolte l'esposizione del monitoraggio della stampa borghese e dei principali dati economici – il cui intero processo coinvolge tutta la rete del Partito come parte del lavoro internazionale di studio e lettura collettiva, di traduzione dei testi fondamentali e della loro ripubblicazione, di preparazione e pubblicazione del giornale,
di intervento nella lotta immediata della classe operaia assumendo la sua organizzazione e il suo coordinamento, ecc. conformando la rete la cui funzione di organizzatore collettivo Lenin assegnava al giornale: “Un giornale, tuttavia, non ha solo la funzione di diffondere idee, di educare politicamente e di conquistare alleati politici… Il giornale non è solo un propagandista e un agitatore collettivo, ma anche un organizzatore collettivo. Sotto questo ultimo aspetto lo si può paragonare alle impalcature che rivestono un edificio in costruzione ma ne lasciano indovinare la sagoma, facilitano i contatti tra i costruttori, li aiutano a suddividersi il lavoro e a rendersi conto dei risultati generali ottenuti con il lavoro organizzato. Attraverso il giornale e con il giornale si formerà un'organizzazione permanente, che si occuperà non soltanto del lavoro locale, ma anche del lavoro generale sistematico, che insegnerà ai suoi membri a seguire attentamente gli avvenimenti politici, a valutarne l'importanza e l'influenza sui diversi strati della popolazione, a elaborare quei metodi che permettono al partito rivoluzionario di esercitare la sua influenza sugli stessi avvenimenti. Lo stesso compito tecnico di assicurare al giornale un regolare rifornimento di materiale e una regolare diffusione costringerà a creare una rete di fiduciari locali del partito unico, fiduciari che dovranno mantenersi in contatto vivo gli uni con gli altri, dovranno conoscere la situazione generale, abituarsi ad eseguire regolarmente una parte del lavoro per tutta la Russia, a saggiare le loro forze organizzando ora questa ora quell'azione rivoluzionaria. Questa rete di fiduciari sarà l'ossatura dell'organizzazione che precisamente ci occorre (…)”. (Lenin, Da che cosa cominciare?, 1901).
Durante la riunione sono state scambiate esperienze di intervento nella lotta immediata della classe operaia, con un'analisi degli scioperi organizzati – non a parole ma nei fatti – dai militanti del partito in Europa e in America.
La riunione si è conclusa con un bilancio e un piano dell'attività del partito, con una presentazione dell'attività delle diverse sezioni del partito, stabilendo un programma di lavoro e di coordinamento fino alla prossima riunione generale.
Nel corso della riunione si è data continuità al “(…) formarsi sempre più deciso del nostro metodo di lavoro, che attraverso uno sforzo non breve né facile mira – con la liquidazione irrevocabile di ogni residuo di manie per le manovre, gli intrighi e gli alterni schieramenti di falsi gruppetti politici che divorziano e patteggiano a catena, e che in nessun avvenire ci troveranno sul loro cammino – a conciliare il convinto lavoro di tutti, nessuno escluso, con l’assoluta omogeneità di indirizzo e di posizione ideologica e politica e la massima uniformità di intonazione, avendo posta per chiunque, noto od ignoto, la pietra tombale sul vecchio mefitico diritto di lanciare incautamente in circolazione, senza controllo, fesserie improvvisate, pescate in disturbi dell’associazione nervosa, quando no nel fondo del fiasco.
Il nostro lavoro è un’organica costruzione e ricostruzione con materiali tratti da prove e ricognizioni antichissime, messi alla dura prova della continuità e della coesione.” (Sommario del Rapporto alla Riunione di Firenze, 25-26 gennaio 1958)