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IL COLPEVOLE DELLA DISTRUZIONE DELL'AMBIENT È IL CAPITALISMO
I problemi dell'inquinamento, la crescente desertificazione, il disgelo dei poli ecc. sono presenti e si stanno intensificando da tempo, ma oggi siamo di fronte a una piena ondata mediatica al rispetto e questo non è affatto un caso. È impossibile non vedere dietro ciò la manifestazione degli scontri economici tra distinti gruppi della borghesia mondiale. Tuttavia, fermo restando questi interessi economici, LA DRAMMATICA REALTÀ È CHE IL CAPITALISMO STA DISTRUGGENDO LA VITA SUL PIANETA.
Nella società capitalista, il principio motorio e l'obiettivo finale è il PROFITTO, che si ottiene solo dallo SFRUTTAMENTO del lavoro salariato (e fino a che esisterà la proprietà privata, lo scambio e il denaro saremo in pieno capitalismo).
Cosa causa la produzione dei prodotti in modo che si rompano in un determinato tempo (obsolescenza programmata) e che esista la pubblicità con tutte le malattie che essa produce (anoressia, bulimia, vigoressia, consumismo ecc.)? La necessità di ottenere PROFITTO. Se i prodotti non si rompessero, no si potrebbero vendere più esemplari né i seguenti modelli.
Cosa causa che ci agglomeriamo in concentrazioni urbane che costituiscono autentiche bombe d'inquinamento ambientale? La necessità delle aziende di disporre di una gran massa di manodopera per ottenere PROFITTO da essa, insieme alla necessità imperativa di questa manodopera di trovare lavoro laddove ce ne sia.
Cosa ha prodotto le recenti inondazioni nello Stato spagnolo? Il clima, si dirà. Ma non è solo l'alterazione del clima. È la mancanza di mantenimento dei corsi d'acqua e dei fiumi, l'edilizia in zone di passaggio dell'acqua soprattutto da parte della popolazione più povera ecc. che determina l'amplificazione distruttiva delle sue conseguenze.
Perché non sono mantenuti puliti? Perché non garantisce un profitto. È molto più redditizio lasciare che la tragedia si verifichi e poi lasciare il posto al grande business della ricostruzione. Questo affare di ricostruzione produce un PROFITTO molto più grande ed è alla base della maggior parte delle guerre attuali (oltre alla lotta per il controllo del mondo).
Cosa produce i recenti incendi nello Stato spagnolo? Ancora una volta la mancanza di mantenimento e pulizia dei boschi. Ma andiamocene dall'altro lato del mondo: Cosa produce i recenti incendi nell'Amazzonia? La sete di PROFITTO è quella che porta a incendiare l'Amazzonia per creare aree di coltivazioni e di estrazione.
Ma c'è un'altra distruzione più grande se possibile ed è la GUERRA. Il capitalismo porta alle sue spalle due guerre mondiali, con 15 milioni di morti nella prima e 80 milioni nella seconda. L'opera culminante della civiltà borghese sono le bombe atomiche lanciate sulla popolazione di Hiroshima e Nagasaki.
Da allora la capacità distruttiva militare non ha fatto altro che aumentare, ma non è l'unica cosa che è cambiata. Il sistema capitalista è immerso in una grande crisi di SOVRAPPRODUZIONE relativa di capitali che esige una DISTRUZIONE di forze produttive per rilanciare un altro ciclo di ACCUMULAZIONE.
La distribuzione del mondo realizzata a Jalta e Potsdam dopo la Seconda Guerra Mondiale è saltata in aria e gli Stati Uniti non smettono di retrocedere mentre provano a scatenare conflitti militari in tutto il mondo, cercando d'innescare la Terza Guerra Mondiale quando possono ancora pensare di vincerla. Anche gli altri paesi imperialisti (UE, Cina, Russia, Arabia Saudita, Iran ecc.) occupano posizioni e intervengono militarmente in tutto il mondo.
Il capitalismo sta distruggendo il pianeta, sì. Non solo questo, bensì minaccia di distruggerlo completamente con la Terza Guerra Mondiale. Pertanto, BISOGNA DISTRUGGERE IL CAPITALISMO PERCHÉ NON DISTRUGGA IL PIANETA.
L'“ambientalismo” come ideologia specifica consiste precisamente nell'affermazione che tutta questa distruzione può essere fermata mentre si conserva il capitalismo, senza abolire il lavoro salariato e la proprietà privata. E questo non solo è falso, bensì è molto utile per tutte le aziende e gli Stati per cercare di sviare la lotta contro l'inquinamento e la distruzione prodotta dal capitalismo verso un movimento che per essi è inoffensivo e che, addirittura, può essere ed è un affare redditizio.
Per questo, non si può separare la lotta contro l'inquinamento e la distruzione che il capitalismo produce, dalla lotta contro lo stesso capitalismo, dalla ripresa della lotta di classe. Qualsiasi omissione della denuncia dell'indissolubile e stretto vincolo tra capitalismo e distruzione del pianeta non è altro che COMPLICITÀ con gli effetti tossici e distruttivi del modo di produzione capitalista.
Ci ripetono in televisione, più e più volte: il problema del clima incide allo stesso modo i “ricchi e i poveri”. Niente di più conveniente per la borghesia che convincere la classe operaia che siamo tutti uguali davanti a Dio, davanti alla Legge e, adesso, davanti al Clima!
Per caso hanno le stesse condizioni i quartieri operai e i quartieri della borghesia? Per caso siamo sottomessi alle stesse condizioni d'intossicazione e pericolosità nei centri di lavoro? Per caso possiamo accedere alle stesse terapie e medicine? Per caso la borghesia vive in sotterranei dove si muore affogati quando ci sono inondazioni? Per caso il cibo che può comprare la classe operaia è il cibo di qualità che può permettersi la borghesia?
Questo mondo borghese sprofonda e minaccia di trascinarci con esso, non abbiamo toppe o rammendi da mettere bensì una nuova società per la quale lottare e vivere. E non una caricatura di questa con i nomi cambiati (come in Russia, Cina o Venezuela) bensì una società veramente comunista: senza lavoro salariato, senza mercato, senza anarchia della produzione, senza proprietà privata, senza Stato, né crisi né guerre... nella quale “il libero sviluppo di ciascuno è condizione del libero sviluppo di tutti” (Manifesto del Partito Comunista)